La Regione Sardegna ha ottenuto il ripristino della mobilità in deroga, grazie a una norma correttiva inserita nel Decreto Milleproroghe, che ha sanato il vuoto normativo causato dalla recente Legge di Bilancio. La misura consente quindi di ristabilire il sussidio per circa 330 lavoratori ex Alcoa/SiderAlloys, ex Alumina/Eurallumina e dell’area industriale complessa di Porto Torres.

"È un risultato fondamentale che restituisce certezze a oltre 300 nuclei familiari nell’Isola - ha commentato l’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, promotrice della causa dei lavoratori -. Privare questi lavoratori di una risorsa vitale in una fase di estrema fragilità economica rappresentava una distorsione sociale che non potevamo accettare".

"La precedente manovra finanziaria nazionale conteneva una grave lacuna che abbiamo denunciato con fermezza - ha detto ancora Manca -. Privare questi lavoratori di una risorsa vitale in una fase di estrema fragilità economica rappresentava una distorsione sociale che non potevamo accettare".

"Il recepimento del nostro appello – ha concluso l'assessora – dimostra l'efficacia di un'azione regionale basata su basi tecniche solide e su una chiara determinazione politica. Abbiamo agito tempestivamente per correggere un errore che avrebbe gravato esclusivamente sulle spalle dei sardi ed evitare un impatto sociale che sarebbe stato drammatico per i territori coinvolti".

 I circa 330 dipendenti coinvolti percepiscono un assegno di mobilità in deroga di circa 450 euro al mese. La sospensione del sussidio aveva spinto i sindacati Fiom-Cgil, Fsm-Cisl e Uilm a convocare un’assemblea davanti ai cancelli della SiderAlloys, poi temporaneamente sospesa grazie all’intervento della presidente della Regione, Alessandra Todde.