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La rete di emergenza-urgenza 118 in Sardegna starebbe affrontando una grave crisi a causa della carenza di personale medico. Secondo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Sorgia, “i numeri parlano chiaro: a fronte di un fabbisogno di 144 medici dell’emergenza previsti si registra una carenza di ben 70 unità, un deficit drammatico del 50% dell’organico medico. Come può la presidente Todde ignorare anche queste grida di aiuto?”.
Sorgia ha depositato oggi, venerdì 13 marzo, un’interrogazione urgente rivolta all’Assessore dell’Igiene e Sanità per denunciare quello che definisce “il collasso del sistema di emergenza-urgenza 118 in Sardegna”. Una situazione determinata, secondo il consigliere, da pensionamenti non rimpiazzati e dalla fuga dei professionisti, che ha portato a una “demedicalizzazione di fatto” di vaste aree del territorio regionale.
Secondo i dati riportati nell’interrogazione, alcune località come Tempio Pausania e Sorgono risultano prive di medici, mentre Porto Torres, Bosa, Ghilarza e Ozieri possono contare su un solo medico ciascuna. In altre province, la carenza si fa sentire pesantemente: mancano 16 medici nell’oristanese, 14 nel sassarese, 12 nel cagliaritano e 11 nel nuorese.
Sorgia sottolinea i rischi per i cittadini: “Non possiamo continuare ad assistere inermi a questa roulette russa sulla pelle dei sardi. La mancanza di medici a bordo delle ambulanze genera situazioni di estremo pericolo per i pazienti con patologie tempo-dipendenti. Il recente e drammatico caso di Nuoro, dove due ambulanze sono intervenute per un arresto cardiaco senza alcun medico a bordo, è il sintomo di un sistema che non riesce più a garantire il diritto primario alla salute e al soccorso.”
L’interrogazione punta anche i riflettori sulle condizioni di lavoro dei soccorritori delle ambulanze di base: “I soccorritori percepiscono rimborsi irrisori, tra i 20 e i 40 euro per turni massacranti di 12 ore, assumendosi rischi enormi. È indispensabile un tavolo di confronto con AREUS per il corretto inquadramento e la giusta remunerazione di queste figure fondamentali”.
Infine, Sorgia chiede interventi concreti per migliorare l’intero sistema sanitario regionale: “Chiediamo un piano di emergenza immediato per colmare le lacune di organico e strategie incentivanti per attrarre i medici nelle sedi periferiche, oltre che una programmazione seria per rilanciare l’intera rete ospedaliera. Il diritto alla salute non può dipendere dal codice postale”.







