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La governatrice della Regione Sardegna, Alessandra Todde, parteciperà domani, giovedì 30 aprile, al consiglio dei ministri per discutere vari provvedimenti che riguardano la Sardegna e la questione energetica, "Domani il consiglio dei ministri presenta diversi provvedimenti che riguardano la Sardegna, quindi come nostro diritto da Statuto ho richiesto e ottenuto di poter essere presente", ha spiegato la presidente a margine dell'assemblea generale della commissione delle isole, ospitata oggi, mercoledì 29 aprile, a Cagliari.
Il governo si troverà a esaminare 18 progetti riguardanti la costruzione di impianti per energie rinnovabili, come quelli eolici e fotovoltaici, che sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri nonostante l'opposizione del ministero della Cultura riguardo all'impatto su beni culturali e paesaggistici dell'Isola. Anche la Regione si è opposta a seguito delle valutazioni tecniche.
"Noi abbiamo fatto le nostre istruttorie - ha detto Todde - e chiaramente siamo contrari, perché quello che abbiamo visto è l'impatto di questi interventi e di questi impianti proprio su beni culturali importanti per la nostra Isola".
L'eventuale via libera del Cdm, però, non chiuderebbe la partita. "Qualsiasi sia l'esito, il processo inizia, non finisce. Se anche il governo dovesse dare l'ok alle valutazioni di impatto ambientale, noi abbiamo le autorizzazioni regionali e in Regione daremo battaglia - precisa la presidente della Regione -. Non pensiamo assolutamente di subire la pianificazione energetica, abbiamo fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto Meloni e abbiamo tutta l'intenzione di essere noi a programmare il nostro futuro energetico".
Sulla quota di burden sharing assegnata alla Sardegna, Todde ribadisce la disponibilità a fare la propria parte: "Non ci vogliamo sottrarre al burden sharing, i 6,2 gigawatt li vogliamo sostenere perché è una nostra responsabilità. Ma è nostro diritto pianificare la transizione energetica". Infine, la critica su quella che definisce una contraddizione istituzionale: "È bizzarro che la Corte Costituzionale ci ricordi spesso che dobbiamo copianificare su paesaggio e ambiente e poi, su un tema così importante come lo sviluppo energetico, la copianificazione non esista più e ci sia un'imposizione dello Stato. Questo non è accettabile".








