Sale la preoccupazione nel Sud Sardegna per la diffusione della dermatite nodulare contagiosa dei bovini. Oltre ai focolai già individuati nel Sarrabus, sono emersi due nuovi casi nello stesso territorio, mentre altri due campioni risultano attualmente sospetti, facendo crescere l’allerta tra gli allevatori della zona.

A confermare la situazione è stata la veterinaria e direttrice del Servizio Sanità Animale della Asl di Cagliari, Bianca Falchi, durante la presentazione a Cagliari della 370/a Festa di Sant’Efisio, che sarà segnata dalle restrizioni con l’assenza dei buoi per trainare il cocchio del Santo e dei tradizionali carri addobbati.

“Attualmente i veterinari stanno svolgendo tutte le visite cliniche, con particolare riguardo agli allevamenti a rischio, seguendo anche il tracciamento dlele movimentazioni che sono state fatte da gennaio a oggi”, ha detto la dottoressa Falchi.

Resta in vigore il blocco della movimentazione dei bovini entro un raggio di circa 50 chilometri dai cluster individuati, come previsto dalla normativa europea per le malattie di categoria A. Si tratta infatti di una patologia virale che non si trasmette all’uomo e presenta sintomi generalmente non gravi nei capi adulti, ma per la quale non esiste una cura, mentre è disponibile un vaccino.

Nel 2025 erano stati colpiti circa 80 allevamenti nel centro Sardegna, dove era stato vaccinato oltre il 96% degli animali. Oggi il virus si è spostato nel Sud Sardegna a metà di aprile.

Nei giorni scorsi era stato confermato un nuovo focolaio in un allevamento di Ballao, che si aggiungeva a quelli già individuati tra Muravera e Villaputzu. Complessivamente, secondo il bollettino epidemiologico nazionale veterinario, i capi malati risultano sei, due quelli morti, mentre 179 sono stati abbattuti per contenere la diffusione del virus.

L’evoluzione della situazione sanitaria avrà conseguenze anche sulla Festa di Sant’Efisio del primo maggio, con l’assenza dei bovini legata alle restrizioni sulla movimentazione degli animali nelle aree interessate.