La processione dello scioglimento del voto per Sant'Efisio, la festa religiosa e tradizionale più importante della Sardegna, si prepara stavolta volta con alcune difficoltà aggiuntive che ne influenzeranno lo svolgimento. Conosciuta in tutto il mondo e seguita attraverso dirette televisive internazionali, attira migliaia di turisti ogni anno.

Dopo essere stata impedita per due anni a causa del Covid, quest'anno sarà la dermatite bovina a cambiare le regole del gioco, impedendo l'uso dei gioghi dei buoi lungo il percorso da Cagliari a Capoterra. La storia della processione risale a quasi quattro secoli fa e presenta diversi episodi singolari, come il passaggio del simulacro del Santo tra le rovine su un camioncino dopo i bombardamenti del 1943 o il cocchio trainato dai reduci della Brigata Sassari nel 1919.

Le avversità non sono mancate nel corso degli anni: dalle sommosse popolari che hanno spostato la data dello scioglimento del voto nel 1794 all'alluvione all'inizio del 1800 che ha costretto a cambiare il percorso verso Nora, luogo del martirio di Sant'Efisio. Anche l'ultima alluvione, causata dal passaggio del Ciclone Harry, ha creato nuove sfide, con la spiaggia di Nora arretrata di 8 metri vicino alla chiesetta, riducendo lo spazio disponibile per la processione lungo il litorale.

Tuttavia, c'è anche una buona notizia: da Capoterra a Nora (Pula), i buoi potranno essere utilizzati per il cocchio del Santo e per le 'traccas', i carri tradizionali, poiché al di fuori dell'area di restrizione. Oggi l'Arciconfraternita del Gonfalone di Sant'Efisio e la Soprintendenza delibereranno sulle modalità di trasporto del simulacro a Cagliari, valutando tre opzioni possibili: un carro a mano, un mezzo meccanico o il trasporto a spalla.

"Non siamo preoccupati perché in ogni caso il voto l'avremmo sciolto comunque - ha spiegato il presidente dell'Arciconfraternita Andrea Loi - non ci hanno fermato le bombe nel '43, le alluvioni e il covid. Non ci fermerà neppure la dermatite bovina".