Si è tenuta questa mattina, presso il Consiglio regionale della Sardegna, nella sala “Gianni Massa”, la conferenza stampa promossa dalla Presidente della Seconda Commissione Camilla Soru, dedicata alla tutela della sede direzionale dell’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea (ISEM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, oggi a rischio nell’ambito del processo di riorganizzazione del CNR.

Nel corso dell’incontro è stata illustrata la risoluzione presentata dalla Seconda Commissione, condivisa in modo unitario da maggioranza e opposizione, con cui si chiede alla Regione di attivarsi con urgenza per garantire la permanenza della sede a Cagliari.

“L’ISEM rappresenta un presidio scientifico, culturale e istituzionale fondamentale per la Sardegna, non solo per il valore delle attività di ricerca che svolge, ma anche per il ruolo che esercita nel collegare la nostra regione alle principali reti accademiche internazionali”, ha affermato la Consigliera Soru.

Un messaggio condiviso da tutte le forze politiche presenti, a partire dalla Consigliera del Movimento 5 Stelle Lara Serra, componente della Seconda Commissione: “La ricerca è fondamentale per formare le nuove generazioni. Genera valore non solo dal punto di vista culturale e sociale, ma anche economico. Ricerca e cultura sono pilastri essenziali per lo sviluppo del territorio”.

“La difesa dell’ISEM non è una questione tecnica né localistica: è una scelta politica che riguarda il futuro della Sardegna. Non possiamo accettare che la nostra Isola venga progressivamente privata di presidi strategici della conoscenza e della ricerca. Difendere questa sede significa difendere opportunità, competenze e dignità istituzionale”, ha dichiarato la Vicepresidente della Seconda Commissione, Francesca Masala.

Nel corso della conferenza è intervenuto anche l’Assessore regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanistica Francesco Spanedda, che ha assicurato l’impegno della Regione nella ricerca di una soluzione concreta: “La ricerca è un’attività con una forte capacità moltiplicatrice ed è quindi strategica. L’assessorato, su indicazione della Presidenza e in raccordo con l’assessorato alla programmazione, si è attivato per individuare un immobile idoneo alle esigenze dell’Istituto. Stiamo valutando la possibilità di collocare la sede presso l’edificio che attualmente ospita l’ENI CBC in via Bacaredda, mantenendo comunque soluzioni alternative. Garantiremo ogni supporto necessario per assicurare la permanenza dell’Istituto in Sardegna”.

A portare il punto di vista del mondo della ricerca è stato anche Giovanni Serreli, ricercatore dell’ISEM, che ha sottolineato le criticità legate al processo di riorganizzazione: “Ringraziamo la Presidente della Commissione, la Commissione, la Presidente della Regione, l’Assessore e la Giunta. Lo spostamento della sede incide direttamente sulle risorse disponibili e quindi sull’assegnazione di borse di studio, contratti di ricerca e opportunità per i giovani. Il rischio è l’annacquamento dell’attività dell’ISEM in un contenitore più ampio, con la perdita della nostra specificità e del radicamento territoriale in Sardegna”.

La risoluzione, condivisa unitariamente, evidenzia come negli ultimi decenni la presenza del CNR in Sardegna si sia progressivamente ridotta, passando da sette sedi principali alla fine degli anni ’90 alle attuali due sole direzioni, determinando una evidente sproporzione rispetto ad altre regioni italiane.

“Questa ulteriore riorganizzazione rischia di indebolire ancora di più il sistema della ricerca nell’isola, penalizzando un territorio già segnato da svantaggi strutturali legati all’insularità”, ha proseguito Soru. “Difendere l’ISEM significa difendere il diritto della Sardegna a non essere marginalizzata nei processi di sviluppo scientifico e culturale del Paese”.

Serve una presa di posizione chiara e unitaria delle istituzioni. La Sardegna non può essere spettatrice di decisioni che la riguardano direttamente. Dobbiamo pretendere attenzione, rispetto e una presenza adeguata del sistema della ricerca nel nostro territorio”, ha aggiunto l’on. Cristina Usai (FDI).

Nel testo si sottolinea inoltre il rischio concreto che l’accorpamento con altri istituti possa determinare la perdita di autonomia dell’ISEM e la dispersione di competenze costruite in oltre cinquant’anni di attività, con ricadute negative anche sulle opportunità di formazione e ricerca per i giovani del territorio.

“Non possiamo permettere che si perda un patrimonio di conoscenze e relazioni costruito nel tempo, né che si riducano le opportunità per i nostri giovani ricercatori. La Sardegna ha bisogno di più ricerca, non di meno”, ha concluso la Presidente della Seconda Commissione.