È scontro nel governo sulla possibilità di valutare un allentamento delle sanzioni sul petrolio russo per frenare l’aumento dei prezzi dell’energia. A sollevare la questione è stato il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, che ha invitato Italia ed Europa a prendere in considerazione una linea più “pragmatica”, sulla scia degli Stati Uniti.

Secondo Salvini, l’allentamento delle restrizioni sul greggio proveniente dalla Russia potrebbe contribuire a contenere la corsa dei carburanti, aggravata anche dalle tensioni internazionali e dal blocco dello Stretto di Hormuz. «Gli Stati Uniti hanno fatto una scelta pragmatica e io ritengo che l’Italia e l’Europa debbano prendere in considerazione la stessa scelta», ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, precisando che non si tratta di una posizione “pro o contro Putin”, ma di una valutazione sugli effetti economici delle sanzioni.

Di parere opposto l’altro vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ribadito la linea ufficiale del governo: «Le sanzioni alla Russia vanno assolutamente mantenute». Tajani ha ricordato che l’Italia è stata tra i Paesi promotori delle misure restrittive contro Mosca, adottate per spingere il presidente russo Vladimir Putin verso un cessate il fuoco nella guerra in Ucraina.

Il confronto tra i due vicepremier evidenzia quindi posizioni diverse all’interno della maggioranza di centrodestra. Tajani ha comunque minimizzato lo scontro politico: «Rispetto tutte le idee, io ho detto quello che penso».

Nel dibattito non è intervenuta direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nel fine settimana ha mantenuto un profilo prudente mentre prepara il prossimo Consiglio europeo. La linea ufficiale dell’esecutivo, tuttavia, resta quella già espressa dalla premier in Parlamento: l’Italia continuerà a sostenere, in sede G7 e Unione europea, la pressione economica sulla Russia.