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È morta Emma Bonino. Lo riferisce il partito Più Europa. La storica leader radicale aveva 78 anni. La notizia arriva dopo giorni di apprensione per le sue condizioni di salute, aggravatesi a seguito di un problema respiratorio.
Bonino era stata ricoverata d'urgenza lunedì 7 settembre all'ospedale Santo Spirito di Roma, dopo un malore accusato nella sua abitazione. Trasportata in codice rosso, era stata successivamente trasferita in terapia intensiva. I medici avevano parlato di un peggioramento della funzionalità respiratoria, pur riferendo inizialmente che la politica era vigile e lucida.
Il ricovero arrivava dopo altri problemi di salute affrontati negli ultimi anni. Nel novembre 2025 Bonino era stata nuovamente ricoverata per un'insufficienza respiratoria. Nel 2015 aveva invece annunciato di essere stata colpita da un microcitoma polmonare, una forma particolarmente aggressiva di tumore. Dopo otto anni di cure, nel 2023 aveva raccontato di aver superato la malattia.
Una vita dentro la politica e le battaglie civili
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Emma Bonino si avvicinò al Partito Radicale negli anni Settanta, diventando rapidamente una delle figure più riconoscibili del movimento guidato da Marco Pannella. Nel 1976, a soli 28 anni, fu eletta per la prima volta alla Camera dei deputati. Tre anni più tardi arrivò anche l'elezione al Parlamento europeo.
La sua attività politica fu segnata fin dagli inizi dalle battaglie sui diritti civili. Tra i temi ai quali legò maggiormente il proprio nome ci furono la libertà di scelta delle donne, la legalizzazione dell'aborto, i diritti umani, la lotta contro la pena di morte e l'impegno contro la fame nel mondo.
Negli anni Novanta la sua figura assunse una dimensione sempre più internazionale. Dal 1995 al 1999 fu commissaria europea, occupandosi inizialmente di politica dei consumatori, pesca e aiuti umanitari. In quel periodo seguì diverse crisi internazionali e si impegnò anche per la nascita della Corte penale internazionale. Nel 1998 ricevette il Premio Principe delle Asturie per la Cooperazione internazionale.
Il ritorno ai vertici della politica italiana arrivò nel 2006, quando entrò nel secondo governo Prodi come ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee. Nel 2008 fu eletta al Senato e ricoprì anche l'incarico di vicepresidente di Palazzo Madama.
Nel 2013 arrivò uno degli incarichi più prestigiosi della sua carriera: ministra degli Esteri nel governo guidato da Enrico Letta, ruolo che mantenne fino al 2014.
Negli anni successivi continuò a essere una presenza centrale del liberalismo italiano ed europeo. Fu tra le fondatrici di +Europa, formazione nata in vista delle elezioni politiche del 2018, e nel 2024 venne eletta presidente del partito.
Il tumore e gli ultimi anni
La sua vita pubblica si intrecciò negli ultimi anni con una lunga battaglia personale contro la malattia. Nel gennaio 2015 Bonino annunciò di avere un tumore al polmone sinistro e iniziò un lungo percorso di cure. Per anni continuò tuttavia a partecipare alla vita politica e pubblica, fino ad annunciare nel 2023, durante un'intervista televisiva, di aver concluso positivamente il percorso contro il tumore.
I problemi respiratori erano però tornati a farsi sentire. Dopo il ricovero del 2025, Bonino era stata nuovamente trasportata d'urgenza al Santo Spirito il 7 settembre scorso. Le sue condizioni, inizialmente definite gravi, sono progressivamente peggiorate fino alla morte.
Il cordoglio di Alessandra Todde e Giorgia Meloni
“Con Emma Bonino scompare una delle figure più autorevoli della vita pubblica italiana ed europea, protagonista di decenni di impegno politico e civile in difesa dei diritti, delle libertà individuali e della dignità delle persone”. Lo afferma la Presidente della Regione, Alessandra Todde.
“La sua è stata una politica vissuta con coerenza, passione e spirito di servizio, sia nel suo impegno militante, sia quando è stata chiamata a svolgere importanti incarichi istituzionali. Dalle battaglie per l'emancipazione delle donne a quelle per i diritti dei detenuti e dei migranti, ha sempre messo al centro il valore della libertà e della responsabilità individuale, affrontando temi spesso difficili con coraggio e determinazione. Nel corso della sua lunga esperienza istituzionale, in Italia e in Europa, ha contribuito a mantenere alta l'attenzione sui diritti umani, sulla cooperazione internazionale e sulla tutela delle persone più esposte alle discriminazioni”.
“I temi sociali e i diritti umani l'hanno portata negli ultimi anni a sviluppare un importante rapporto di confronto con Papa Francesco, dimostrando come il dialogo possa rappresentare uno strumento fondamentale anche tra sensibilità e culture differenti. Tra le riflessioni che hanno caratterizzato questo percorso condiviso, mi piace ricordare un principio di grande attualità: la necessità di ricercare punti di incontro quando sono in gioco la vita, la dignità delle persone e il bene comune. Un insegnamento che richiama la responsabilità della politica e delle istituzioni nel trovare soluzioni concrete ai problemi, senza rinunciare alle proprie convinzioni ma mantenendo sempre aperta la strada del confronto”.
“Emma Bonino ha saputo coniugare la fermezza delle proprie idee con un profondo rispetto delle istituzioni e del confronto democratico. Intransigente nella difesa dei diritti e delle libertà fondamentali, ha rappresentato un esempio di partecipazione civile e di impegno pubblico fondato sulla coerenza, sul coraggio e sulla capacità di dialogare anche nelle stagioni più difficili della vita politica del Paese”.
“Il suo percorso continuerà a essere un riferimento per chi considera la politica uno strumento al servizio delle persone e della comunità. Alla sua famiglia, ai suoi affetti e a quanti hanno condiviso con lei l'impegno civile e politico rivolgo, a nome della Regione Sardegna e del popolo sardo, le più sentite condoglianze”.
Il cordoglio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione".
"Le nostre storie e le nostre sensibilità sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione", ha sottolineato la premier.
"Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio cordoglio", conclude Meloni.







