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"In questi mesi la Regione Sardegna ha lavorato attivamente per cercare di riprogrammare la rete scolastica in accordo con i territori e le conferenze provinciali. Nell'ultimo triennio nella nostra regione sono state già accorpate 36 autonomie scolastiche e un ulteriore taglio di 9 istituti sarebbe stato deleterio per realtà già in sofferenza". Lo ha detto l'assessora della Pubblica Istruzione Ilaria Portas, ribadendo il parere contrario di Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria al dimensionamento scolastico voluto dal Governo.
"Nonostante la riorganizzazione della rete scolastica non preveda la chiusura di plessi e il trasferimento di alunni - ha aggiunto l'assessora - l'assenza di un dirigente risulterebbe un colpo durissimo per le scuole sarde, che spesso già oggi, con la situazione attuale, registrano plessi in numero superiore a dieci e distribuiti in un territorio vasto e poco omogeneo".
Nella riunione di oggi a Palazzo Chigi la rappresentante della Regione Sardegna ha evidenziato come la situazione territoriale, geografica, orografica della Sardegna e la sua fragilità relativa agli aspetti della mobilità, dello spopolamento e della connettività, rendano estremamente critico qualsiasi ulteriore taglio di servizi. E insieme ai rappresentanti delle altre Regioni inadempienti ha ribadito la contrarietà al commissariamento e la necessità di un ulteriore chiarimento del metodo di calcolo dei parametri utilizzati, facendo riferimento a numeri reali e non solo stimati.
"Abbiamo confermato al Consiglio dei Ministri la nostra volontà di mantenere le 232 autonomie scolastiche della Sardegna sottolineando quanto sia deleterio continuare a ragionare su una scuola basata solo su numeri e costi - ha concluso Portas -. Continueremo a lavorare per una scuola basata sulla qualità e non sulla razionalizzazione dei costi perché la nostra regione ha un forte bisogno di puntare sulla qualità e la permanenza dei presidi esistenti per garantire un futuro alle nuove generazioni e non peggiorare gli indici di spopolamento e abbandono scolastico. Sulla scuola è necessario investire, non tagliare".
LE PAROLE DELLA PRESIDENTE TODDE
“Il commissariamento da parte del Governo è una scelta sbagliata e noi riteniamo valide le nostre motivazioni che ci hanno portato ad applicare criteri più appropriati alla realtà sociale e geografica della Sardegna e a sospendere gli accorpamenti previsti perché li abbiamo sempre ritenuti assolutamente inopportuni", è quanto dichiara la presidente della Regione, Alessandra Todde, rispondendo ad una domanda in merito al commissariamento del Governo nei confronti delle Regioni rette dal centrosinistra che si sono opposte ai nuovi dimensionamenti delle autonomie scolastiche.
“Il dimensionamento proposto dal Governo – continua Todde – penalizzava la Sardegna e proprio per questo la nostra giunta ha adottato nei mesi scorsi una delibera basata sui numeri concreti e sulle esigenze dei territori per difendere le nostre scuole e il futuro dei nostri studenti. Il nostro obiettivo era di considerare solo accorpamenti amministrativi mirati a garantire un’organizzazione sostenibile senza gravare su studenti, famiglie e docenti, evitando di chiudere alcun plesso scolastico”.
“La scuola sarda – conclude Todde – merita rispetto e risorse, non risparmi e tagli burocratici. La Sardegna non sarà la regione con l’indice di dispersione scolastica tra i più alti d’Italia e le nostre aree interne meritano rispetto e dignità. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per continuare a tutelare il diritto all’istruzione nella nostra Isola. Il futuro dei nostri giovani è una priorità assoluta della Giunta regionale e della maggioranza che la sostiene”.











