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"Rispettare gli accordi sulle basi Usa in Italia non significa essere coinvolti in una guerra, ma adempiere con responsabilità a impegni previsti dalla legge. L’Italia non è in guerra, ma è parte della NATO e agisce nel pieno rispetto della Costituzione e dei trattati internazionali". Cosi il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell'informativa urgente del Governo alla Camera dei Deputati sull'utilizzo delle basi militari nel territorio italiano da parte delle Forze Armate statunitensi.
"L’utilizzo delle basi militari - ha detto Crosetto - si inserisce in una linea di continuità seguita da tutti i governi, che negli anni hanno sempre applicato questi accordi senza metterli in discussione. In uno scenario internazionale sempre più teso e incerto, segnato da nuove minacce e da una crescente corsa agli armamenti, l’Italia deve mantenere equilibrio, responsabilità e senso della misura, evitando ogni escalation. Nel solco della nostra Costituzione, il Paese tiene una linea chiara e coerente. In un momento così delicato, c’è bisogno di unità: continueremo a lavorare con serietà, nel rispetto del Parlamento e delle Istituzioni".
Crisi in Medio Oriente, nota di Palazzo Chigi
"Il Governo italiano continua a seguire con estrema attenzione l’evolversi della crisi in Medio Oriente e il rischio di un’ulteriore escalation militare che potrebbe coinvolgere l’intero territorio iraniano, senza distinzione tra obiettivi strategici, militari e civili.
L’Italia ribadisce la propria ferma e risoluta condanna nei confronti delle condotte destabilizzanti del regime di Teheran: dagli attacchi missilistici che minacciano la sicurezza delle nazioni del Golfo, alle reiterate intimidazioni volte a compromettere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz — arteria vitale per l’economia globale — fino alla sistematica e brutale repressione interna del proprio popolo.
Tuttavia, è fondamentale distinguere nettamente tra le responsabilità di un regime e il destino di milioni di cittadini comuni. La popolazione civile iraniana non può e non deve pagare il prezzo delle colpe dei propri governanti.
Il Governo italiano condivide quanto già dichiarato dalle istituzioni dell’Unione europea sulla necessità di preservare l’integrità delle infrastrutture civili, oltre che l’incolumità della popolazione iraniana, e auspica che si possa presto giungere a una soluzione negoziale della crisi."







