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Smart working, limitazioni all’uso dei veicoli e possibili targhe alterne: sono alcune delle misure allo studio del governo per affrontare la crisi energetica legata agli scenari internazionali.
Come si legge sull’ANSA, i tecnici del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica stanno lavorando all’aggiornamento del “Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale” del 2023, adattandolo all’attuale contesto, caratterizzato da una forte instabilità legata alla guerra in Iran.
Secondo quanto emerge, il piano sarà modulato in base all’evoluzione della situazione, oggi difficilmente prevedibile. Tra le ipotesi prese in considerazione anche le raccomandazioni dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), che suggeriscono interventi per ridurre i consumi di combustibili fossili: oltre allo smart working, si valutano razionamenti dei carburanti e limitazioni alla circolazione.
Attualmente gli stoccaggi italiani di gas si attestano intorno al 44%, ma, sempre secondo quanto riportato, in caso di interruzione dei flussi l’autonomia del Paese potrebbe ridursi a circa un mese.
Il ministro Gilberto Pichetto Fratin dovrà presentare le possibili misure alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, prima dell’informativa prevista in Parlamento.
Il piano prevede tre livelli di crisi: preallarme, allarme ed emergenza. In caso di peggioramento, si potrebbe arrivare a interventi più incisivi come la riduzione dei consumi energetici, l’utilizzo di combustibili alternativi per le industrie, limiti alla produzione elettrica con gas e, nei casi più gravi, anche restrizioni per alcuni settori produttivi.
Tra le ulteriori misure suggerite dall’Iea figurano anche limiti alle temperature di riscaldamento e condizionamento, riduzione dei viaggi, incentivi al trasporto pubblico e campagne per il risparmio energetico.






