Da Nord a Sud e senza distinzione di collocazione politica, tutte le Regioni e le Province autonome hanno espresso parere favorevole al documento di posizione "Crisi della filiera degli imballaggi in plastica. Proposta delle Regioni e delle Province autonome: ventuno azioni a breve termine".

Il testo, elaborato dalla Commissione Ambiente, Energia e Sostenibilità della Conferenza delle Regioni, coordinata dalla Sardegna attraverso l'assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi, era stato approvato all'unanimità dalla Commissione il 7 settembre. La proposta è ora indirizzata al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica.

Tra le 21 azioni individuate dalle Regioni figurano ritiri garantiti degli imballaggi, il rientro delle giacenze, l'attribuzione degli oneri al sistema consortile, maggiori controlli alle frontiere e l'introduzione di una clausola specifica per le isole.

Al Governo le Regioni chiedono ora tre impegni precisi: il primo riguarda l'adozione di decisioni scritte e datate sulle prime undici azioni, a partire dalla definizione dei termini per il ritiro degli imballaggi e dal piano di rientro delle giacenze.

Il secondo impegno richiesto riguarda la calendarizzazione dell'istruttoria sulle misure economiche, dal sostegno strutturale alle poliolefine miste fino al credito d'imposta per l'impiego di materie prime seconde.

Infine, le Regioni chiedono di trasformare il tavolo nazionale sulla plastica in un presidio permanente, con la partecipazione stabile delle Regioni e riunioni almeno mensili fino al superamento della fase critica.

La richiesta comprende inoltre l'integrazione della roadmap ministeriale con tempi di attuazione, soggetti responsabili e risorse finanziarie per ciascun intervento.

Assessora Laconi: "Serve un'assunzione di responsabilità nazionale"

"I territori hanno già fatto la propria parte, spesso ricorrendo a provvedimenti straordinari per evitare l'interruzione della raccolta e tutelare la sicurezza degli impianti - dice l'assessora dell'Ambiente della Sardegna Rosanna Laconi in una nota -. Ma gli stoccaggi aggiuntivi possono soltanto rinviare il problema, non rimuoverne la causa. Ora serve un'assunzione di responsabilità nazionale, fondata su decisioni scritte, scadenze verificabili e un'equa distribuzione degli oneri. È in gioco non soltanto la tenuta di una filiera industriale, ma anche la fiducia dei cittadini nella raccolta differenziata e nella capacità delle istituzioni di dare seguito al loro impegno quotidiano".