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È scontro in Consiglio regionale sui possibili costi relativi alla sanità in Sardegna: focus dell'interrogazione urgente dell'opposizione c'è l'aumento di 1,5 milioni di euro del Fondo contenziosi della Regione, e la domanda alla Giunta guidata da Alessandra Todde per sapere quanto di quell'aumento sia legato alla coda giudiziaria dello spoils system nella sanità sarda.
L'interrogazione, illustrata durante la mattina di oggi, giovedì 10 settembre 2026 in conferenza stampa a Cagliari, ha come primo firmatario Fausto Piga, vice capogruppo di Fratelli d'Italia, insieme agli altri capigruppo della minoranza.
Nel mirino c'è la legge regionale 8 del 2025 sulla riorganizzazione del sistema sanitario, che aveva portato al commissariamento delle Asl e alla successiva nomina dei nuovi direttori generali, con la decadenza anticipata dei vertici precedentemente in carica. Una norma sulla quale è poi intervenuta la Corte Costituzionale con la sentenza 198 del 2025, dichiarando l'illegittimità costituzionale di alcune disposizioni.
Per l'opposizione, quella vicenda rischia ora di trasformarsi in un conto per le casse regionali. Il centrodestra chiede di conoscere l'esatto numero dei ricorsi promossi dai direttori generali, amministrativi e sanitari estromessi dagli incarichi, di quantificare l'esposizione finanziaria della Regione e di verificare se l'incremento del Fondo contenziosi registrato nell'esercizio in corso sia riconducibile, e in quale misura, proprio ai giudizi nati dall'applicazione della legge 8 del 2025.
"Abbiamo rilevato che il Fondo contenziosi è aumentato di 1 milione e mezzo - ha sottolineato Piga -. È chiaro che è un allarme ai conti pubblici, bisogna vederci chiaro», insiste. «Il nostro pensiero è sempre lo stesso: questo poltronificio è stato fatto in maniera spericolata, dolosa, illegittima, quindi chi ha sbagliato deve pagare", sostiene.
E rilancia la sfida alla presidente della Regione, "Oltre a metterci la faccia, ci metta anche il portafoglio. Se noi stiamo dicendo bugie, rinunci allo scudo erariale e affronti le responsabilità".
"Costi che la Todde sapeva benissimo di generare con le sue azioni scellerate - sostiene Alice Aroni, Udc -. Nonostante tutto ha preferito andare avanti per la sua strada in barba a ogni sentenza".
Dal campo largo arriva la replica del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Michele Ciusa, che definisce l'iniziativa dell'opposizione "pretestuosa e strumentale", "È ovvio che la Regione ha tanti contenziosi su tanti campi, appunto, che gestisce la Regione e quindi è normale che la Regione si debba tutelare con tutte le necessità del caso".
Sul caso interviene direttamente anche la presidente Alessandra Todde, che contesta le priorità indicate dalla minoranza. "Io mi preoccuperei più che altro del costo della sanità e del 41 bis. Perché il centrodestra non fa interrogazioni su questo?".
"Perché non chiedono quanto costerà la sanità ai sardi, rispetto al fatto che sono arrivati dal loro governo i mafiosi del 41 bis che impatteranno sul nostro sistema? - ha aggiunto la presidente -. Io ho l'impressione che l'interesse di questa minoranza regionale sia sulle poltrone, sui loro direttori generali, piuttosto che invece preoccuparsi di quelli che sono i reali problemi dei sardi".
La presidente ha quindi rassicurato sul fronte dei possibili esborsi legati ai contenziosi, "Comunque li voglio rassicurare: noi non abbiamo ancora avuto nessun tipo di problema relativamente a conti da pagare rispetto a quanto loro vogliono supporre", ha detto, invitando la minoranza a "pensare ai veri problemi dei sardi".
Il riferimento al 41 bis apre così un secondo fronte nel confronto politico. Nei giorni scorsi, infatti, sono arrivati in Sardegna i primi detenuti sottoposti al regime di carcere duro e il trasferimento nella struttura di Uta è proseguito fino al completamento dell'operazione. La questione aveva già provocato forti reazioni politiche, con la Regione critica nei confronti delle modalità con cui è stata gestita la riorganizzazione del circuito detentivo.
Lo scontro resta quindi aperto su entrambi i fronti: da una parte il centrodestra chiede alla Giunta di chiarire l'origine e la possibile evoluzione dell'aumento del Fondo contenziosi; dall'altra la maggioranza respinge l'interpretazione dell'opposizione e rivendica la necessità di considerare il quadro complessivo delle spese e dei contenziosi regionali. La presidente Todde sposta inoltre il confronto sul tema del 41 bis e sui costi che, secondo la sua posizione, potrebbero ricadere sul sistema regionale.






