"Prima i programmi e i temi coinvolgendo i cittadini poi la scelta delle persone perché il primo esercizio da fare credo sia la credibilità della proposta politica per l'alternativa. Le primarie? Non ho passione per uno strumento o per l'altro, credo che vada anche calato rispetto al contesto ma non deve essere divisivo". Così la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha commentato in un’intervista all’ANSA il dibattito apertosi nel centrosinistra dopo l’esito del recente referendum.

Secondo Todde, aprire al dibattito sulle primarie non equivale a volerle necessariamente: "Paradossalmente il fatto di dare apertura alle primarie non significa voler spingere per le primarie: significa dire noi vogliamo adottare uno strumento che per voi è normale", ha spiegato, ricordando che le primarie sono previste nello statuto del Pd. "Quindi è un meccanismo di apertura, non qualcosa che serve per creare problemi o per respingere. Ma il cittadino si deve sentire rappresentato. In questo senso penso che le primarie allargate possano essere uno strumento che riporti i cittadini anche a credere rispetto all'offerta politica e all'alternativa. Le regole, però, credo che vadano costruite anche rispetto alle sensibilità della coalizione. Se sono ben accette da tutti, perché no? Se, invece, devono costituire un punto di rottura, un punto di dissidio, non credo che siano lo strumento giusto".

La presidente sottolinea l’importanza della credibilità del programma come base per ogni scelta politica: "Se, però, ci si presenta anche con un federatore o con un leader politico, scelto con un modo che poi decideranno ovviamente i leader della coalizione, senza credibilità di un programma e senza la certezza che si sia trovata sintesi sui punti che sono distanti, un cittadino non considera l'alternativa credibile".

E aggiunge: "E questo secondo me è un esercizio che deve essere fatto subito anche se non si parte da zero. Il lavoro che è stato fatto in Parlamento è importante anche rispetto al fatto di essersi uniti su temi base. Poi ci sono anche dei punti su cui bisognerà trovare sintesi, come la politica estera, tra le sensibilità diverse all'interno delle forze di coalizione".