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La presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde esprime solidarietà alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein dopo le polemiche scoppiate per il commento pubblicato sui social da un’esponente locale della Lega nel Lecchese.
“Esprimo tutta la mia solidarietà a Elly Schlein per le gravissime parole pronunciate nei suoi confronti. Le Istituzioni devono condannare con fermezza ogni forma di linguaggio che richiami o legittimi la violenza. Quando si evocano episodi tragici o si utilizzano espressioni intimidatorie per attaccare chi non la pensa diversamente, la risposta democratica e civile deve essere chiara e forte. A Elly Schlein, a nome di tutta la Giunta regionale sarda, rivolgo affetto e vicinanza”, afferma Todde in una nota.
Alla governatrice fa eco il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini: "Chi ricopre incarichi politici ha ancor più il dovere di soppesare ogni parola, soprattutto quando il clima è già teso e avvelenato. Per questo - osserva Comandini - sono ancora più gravi le affermazioni della consigliera della Lega nei confronti di Elly Schlein. Parole inaccettabili, che condanno con fermezza: auspico che i toni siano sempre più moderati e rispettosi".
L'episodio
Il caso è esploso dopo un commento pubblicato da Debora Piazza, segretaria e consigliera comunale della Lega a Barzanò, nel Lecchese, sotto una diretta Facebook di un’iniziativa elettorale con Schlein e il candidato sindaco del centrosinistra di Lecco, Mauro Gattinoni. Nel messaggio, l’esponente leghista evocava la strage di Modena scrivendo: “Non abbiamo qualcuno che guida con problemi di depressione, disoccupato, che offende i cristiani e che passa di lì e ci fa un favore?”.
Le parole hanno provocato immediate reazioni politiche trasversali. La Lega ha annunciato la sospensione immediata di Debora Piazza da ogni incarico e attività del partito, prendendo le distanze dal contenuto del messaggio. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso solidarietà a Schlein, definendo il commento “parole inaccettabili” e sottolineando che “la violenza, anche solo evocata, non può mai diventare linguaggio politico”







