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La firma dell'accordo sugli ammortizzatori per le aree di crisi complessa è stata confermata oggi, giovedì 26 marzo 2026, ma contemporaneamente i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno sollecitato al Ministero una richiesta di chiarimento per garantire che tutte le risorse siano effettivamente disponibili per i lavoratori delle due aree di crisi complessa della Sardegna. Durante l'incontro con l'assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, i sindacati hanno manifestato più di un dubbio riguardo alle modalità di gestione da parte del ministero del fondo assegnato dal governo nazionale per il 2026, secondo quanto riportato in una nota ufficiale dei sindacati.
"L'accentramento delle risorse al Ministero del Lavoro e la mancata ripartizione dei 100 milioni disponibili per gli ammortizzatori sociali in deroga nelle 19 aree di crisi complessa di tutta Italia - si legge nella nota - preoccupa fortemente Cgil, Cisl e Uil che sottolineano anche l'impossibilità, dettata sempre dal ministero, di utilizzare eventuali risorse residue degli anni precedenti, come ad esempio è accaduto nel 2025".
Fra le criticità più evidenti vi è la modalità con cui il ministero vorrebbe assegnare le risorse, ovvero in base ai tempi di presentazione delle domande: "Un criterio che desta non poche perplessità, e infatti non era mai stato utilizzato in passato, e che respingiamo con forza perché rischia di escludere lavoratori e lavoratrici che hanno diritto alla mobilità, creando discriminazioni e disuguaglianze fra le regioni. Oltretutto, il ricorso agli ammortizzatori nell'ultimo anno è cresciuto esponenzialmente in tutte le regioni - hanno sottolineato Cgil, Cisl e Uil - e questo rende ancor più incerta l'effettiva copertura economica per i 12 mesi del 2026 e per tutto il bacino dei lavoratori e delle lavoratrici della Sardegna ancora da quantificare".
L'incontro si è chiuso con l'impegno da parte dell'assessorato di portare all'attenzione del ministero tutte le perplessità sollevate: "Manterremo alta l'attenzione e avvieremo anche noi un'interlocuzione con le segreterie nazionali con l'obiettivo di ottenere le dovute rassicurazioni da parte del ministero", hanno concluso Cgil, Cisl e Uil riservandosi di valutare eventuali azioni di protesta se le richieste avanzate non dovessero trovare una risposta positiva.








