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Tensione nella notte alla Casa Bianca, dove un ragazzo armato ha aperto il fuoco contro un checkpoint della sicurezza innescando una sparatoria con gli agenti del Secret Service. L’attacco è avvenuto mentre all’interno dell’edificio si trovava il presidente americano Donald Trump, subito messo in sicurezza insieme ai giornalisti presenti nella briefing room.
Secondo le prime ricostruzioni, il responsabile sarebbe il 21enne Nasire Best, che avrebbe sparato almeno una ventina di colpi nei pressi dell’angolo tra la 17th Street e Pennsylvania Avenue Northwest, senza però riuscire a entrare nel complesso presidenziale. Il giovane è stato colpito dagli agenti del Secret Service ed è morto poco dopo in ospedale. Ferito anche un passante, ma le autorità non hanno ancora chiarito se sia stato raggiunto dai colpi dell’assalitore o dal fuoco di risposta della sicurezza.
La giornalista di ABC Selina Wang ha raccontato di aver sentito “decine di colpi” prima che il personale venisse fatto correre nella sala stampa durante il lockdown della Casa Bianca, successivamente revocato.
Secondo quanto riportato dal New York Post, Best soffriva di disturbi mentali, si sarebbe convinto di essere Gesù e aveva già avuto precedenti contatti con le forze dell’ordine e con il Secret Service. Su di lui gravava inoltre un ordine giudiziario che gli vietava di avvicinarsi alla residenza presidenziale.









