Da circa un anno aveva completato la transizione e ottenuto il riconoscimento legale della propria identità femminile. Ma, al momento della sua morte, i genitori avrebbero deciso di seppellirla utilizzando il nome precedente alla transizione e una fotografia che la ritraeva come uomo. Una scelta che ora è al centro di un'indagine della magistratura spagnola, chiamata a stabilire se possa configurare un delitto d'odio post mortem. A riportare la notizia è Tg Com 24.

La vicenda riguarda Daniela, una giovane transgender nata in Cile e adottata da una coppia residente nella provincia di Alicante, Spagna. Daniela si è suicidata all'età di 21 anni nel 2022. Nonostante avesse completato il cambio legale di identità l'anno precedente, è stata sepolta nel mausoleo di famiglia ad Aspe con il suo vecchio nome e una foto che la ritraeva come uomo.

Il procedimento è nato dalla denuncia da parte dell'associazione Euforia Familias Trans Aliadas, secondo cui i genitori adottivi della giovane avrebbero agito "in modo consapevole, premeditato e deliberato" utilizzando sulla lapide il "necronimo", cioè il nome registrato alla nascita, e mostrando pubblicamente fotografie che non corrispondevano all'identità di genere di Daniela.

Sempre come riporta Tg Com 24, la procura sostiene inoltre che, dopo la morte, i genitori si sarebbero riferiti pubblicamente a Daniela al maschile, mentre secondo il legale dell'associazione Euforia, "La dignità persiste dopo la morte", e si tratterebbe perciò "di una violazione della memoria di Daniela attraverso atti umilianti di disprezzo e discredito della sua identità".

Secondo la denuncia presentata e testimonianze di persone vicine, Daniela avrebbe affrontato per anni un difficile rapporto con la sua famiglia, subendo presunte discriminazioni e affrontando presunti tentativi di suicidio precedenti. Nel mese di aprile del 2022, in seguito a un ulteriore momento di crisi, cercò di riavvicinarsi ai suoi genitori, programmando un incontro, al quale, stando a quanto riferito da amici a El Pais, i genitori non si presentarono. Il giorno seguente, Daniela si è tolta la vita.

L'indagine dovrà ora stabilire se gli atti contestati configurino un delitto di odio.