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Sono passati 25 anni da quel terribile 11 settembre 2001, quando tutto il mondo si fermò: un quarto di secolo da quando quel martedì mattina, che sembrava un normalissimo giorno lavorativo a New York, è rimasto scolpito nelle menti di tutti noi, attraverso immagini che il tempo non ha scalfito minimamente.
Le Torri Gemelle che si sgretolano, il cielo limpido sopra New York che diventa sempre più grigio, il fumo, le persone in fuga dipingono una delle pagine più drammatiche della storia contemporanea.
Alle 8:46 un aereo colpì la Torre Nord del World Trade Center. Diciassette minuti dopo, un secondo aereo centrò la Torre Sud. Poco dopo arrivarono i crolli. Altri due aerei furono coinvolti negli attentati: uno colpì il Pentagono, mentre il volo United Airlines 93 precipitò in Pennsylvania dopo la reazione dei passeggeri.
In quel maledetto giorno, tra lavoratori, passeggeri e soccorritori, morirono migliaia di persone. Dietro ogni numero, una singola storia: tante di loro presero il telefono durante gli ultimi istanti di vita per mandare un messaggio o chiamare i genitori, i figli, i mariti, le mogli, i compagni, gli ex fidanzati, gli amici. Parole che ancora oggi risuonano dolorose come un forte pugno allo stomaco.
L'11 settembre cambiò gli Stati Uniti e il mondo intero. Cambiarono la sicurezza, i viaggi, la politica internazionale e il modo stesso di guardare al terrorismo. E 25 anni dopo, quelle immagini sono ancora lì. E continuano a raccontare una giornata che il mondo non ha dimenticato.
Un'intera generazione che quel giorno non era ancora nata ne conosce le immagini attraverso i racconti e la memoria di chi c'era. Ed è forse questo il significato più profondo di una ricorrenza come quella di oggi: ricordare perché una tragedia non diventi soltanto una data sui libri di storia.








