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"Cinzia avrebbe voluto vivere ed essere felice. Aveva la possibilità di raggiungere l'obiettivo, perché era intelligente, vivace, curiosa, sensibile ed empatica, era bella e socievole e supportata da una grande e operosa famiglia". In occasione del primo anniversario della morte di Cinzia Pinna, la 33enne di Castelsardo uccisa a Palau, la famiglia ha diffuso una comunicazione attraverso i propri legali, Antonella e Nino Cuccureddu, affidando al ricordo della donna una parte importante del messaggio.
"Lei amava viaggiare, ha vissuto in Australia, negli Usa, in Inghilterra e altri Paesi nei quali ha lavorato e si è specializzata. Parlava tante lingue e in ogni esperienza acquisiva nuove amicizie che le sarebbero state accanto nella vita anche nel difficile percorso di allontanamento dall'uso di sostanze psicoattive. La sua morte è avvenuta nel modo più tragico e doloroso", scrivono, aggiungendo che "quella sera Cinzia era in difficoltà, aveva necessità di aiuto e invece si è imbattuta nel suo assassino".
Il ricordo torna quindi a quella drammatica notte e ai dodici giorni di attesa e angoscia, da quando Cinzia scomparve e fino al ritrovamento del corpo.
"La crudeltà di annientare una persona nel momento di maggior fragilità rende la sua perdita ancor più dolorosa e difficile da accettare - aggiungono - Così come non potrà essere superata l'angoscia di quei 12 giorni, dalla sua scomparsa al ritrovamento del corpo, che hanno fatto precipitare in un incubo non solo la famiglia ma intere comunità che si sono mobilitate con centinaia di volontari per cercarla, mentre il suo assassino non solo occultava il corpo ma depistava le ricerche".
Nel frattempo, la vicenda giudiziaria si prepara a entrare nella fase del dibattimento. Emanuele Ragnedda è stato rinviato a giudizio e il processo davanti alla Corte d'Assise di Sassari prenderà il via il 10 novembre.
“Fanno impressione le numerose e sempre diverse versioni dei fatti, rese dall'imputato che, mentre era già in carcere, è arrivato persino a sostenere che Cinzia fosse stata uccisa dalla sua compagna. - aggiungono i difensori dei familiari costituiti parti civili - La famiglia auspica che il dibattimento che si aprirà a novembre riesca a ricostruire quanto più possibile i fatti accaduti quella notte e le responsabilità”.
Gli avvocati Antonella e Nino Cuccureddu sottolineano poi che "si è trattato di un delitto particolarmente efferato, è stata colpita da tre proiettili in pieno volto mentre era seduta su un divano e chi ha sparato era in piedi davanti a lei, queste sono le conclusione del Ris di Cagliari. Il suo corpo è stato trovato privo di indumenti dalla vita in giù, mentre i suoi telefoni e il suo zaino non sono mai stati ritrovati, né l'autore del reato li ha fatti reperire”.
Secondo quanto riportato da Sardegna Live, la Procura contesta a Ragnedda l'omicidio volontario aggravato da crudeltà, motivi abbietti e sevizie, oltre agli altri reati contestati; la difesa continua invece a sostenere la propria ricostruzione dei fatti.
Domenica 13 settembre, alle ore 19, nella Cattedrale di Castelsardo, sarà celebrata una messa in ricordo di Cinzia.









