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Memtre milioni di americani sono chiamati alle urne per le elezioni di midterm, appuntamento che rappresenta un passaggio importante per gli equilibri politici degli Stati Uniti e per gli ultimi due anni del mandato di Donald Trump, il presidente si gioca la possibilità di mantenere il controllo del Congresso, mentre i sondaggi segnalano un vantaggio dei democratici alla Camera e una competizione aperta anche per il Senato.
Alla vigilia del voto, Trump ha rivolto un ultimo appello ai propri sostenitori, invitandoli a partecipare in massa. "Se i nostri vanno a votare vinciamo con margini schiaccianti, fate finta che sulla scheda ci sia io", ha dichiarato, annunciando che seguirà lo scrutinio dalla Casa Bianca.
L'attenzione è concentrata soprattutto su alcuni Stati considerati decisivi, dal Texas all'Alaska, dove si giocherà una parte importante della contesa elettorale. Una possibile affermazione democratica potrebbe modificare gli equilibri parlamentari e rendere più complessa l'azione politica dell'amministrazione negli ultimi due anni di presidenza, con il rischio di una situazione di cosiddetta anatra zoppa.
Durante la giornata elettorale, Trump è intervenuto anche su alcuni temi di politica internazionale. Tra gli annunci, lo stop agli aiuti militari a Netanyahu e il rilancio del ruolo della First Lady Melania come possibile mediatrice nel conflitto tra Kiev e Mosca.
Non è mancata una battuta sul suo futuro politico e sul rapporto con gli elettori. "Se gli americani sono stufi di me, vado a fare il premier in Israele", ha scherzato il presidente, in una giornata segnata anche dalle preoccupazioni per possibili contestazioni e tensioni durante lo scrutinio.
Resta inoltre l'incognita sui tempi per conoscere i risultati definitivi. Gli esperti avvertono infatti che in alcuni Stati il conteggio delle schede e le procedure elettorali potrebbero richiedere settimane, prolungando l'attesa prima di un quadro completo degli esiti.








