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«Votate e non consentite ai jihadisti e comunisti democratici di vincere». È l'ultimo appello di Donald Trump agli americani prima delle elezioni di midterm, trasformate dal presidente in un referendum sul suo operato. Dal Lincoln Memorial, con alle spalle la Reflecting Pool, Trump ha definito il voto «le elezioni di metà mandato più importanti della nostra storia», invitando i suoi sostenitori a recarsi alle urne: «Se la nostra gente va a votare, vinciamo con un margine schiacciante».
Dopo 30 comizi in 32 giorni, il presidente ha rivendicato i risultati del suo mandato, citando gli interventi sull'immigrazione, il taglio delle tasse e il contrasto al programma nucleare iraniano. Non sono mancati gli avvertimenti: in caso di vittoria democratica, ha prospettato una nuova «Depressione come nel 1929». Ha anche promesso un assegno da 5mila dollari in caso di successo repubblicano.
Ma il quadro elettorale preoccupa il Grand Old Party. Quasi 56 milioni di americani hanno già votato in anticipo e gli ultimi sondaggi indicano i democratici in vantaggio, con la conquista della Camera considerata molto probabile e possibilità di successo anche al Senato. Nate Silver stima all'80% le chance di una vittoria democratica nell'alta camera.
Intanto la Corte Suprema ha respinto all'unanimità la richiesta dell'amministrazione Trump di accantonare 20mila schede per corrispondenza in California, sospettate di essere state consegnate a cittadini non americani. Per il presidente, dopo una campagna serrata, comincia ora l'attesa di un risultato che potrebbe condizionare gli ultimi due anni del suo mandato.






