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Tensioni ancora alte sul fronte internazionale, con Donald Trump che rilancia la linea dura verso Teheran. Il presidente americano ha confermato che il blocco statunitense dei porti iraniani resterà attivo in assenza di un accordo di pace, lasciando intendere che il cessate il fuoco in scadenza mercoledì potrebbe non essere prorogato. "Potrei non estenderlo, ma il blocco continuerà", ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One. Nonostante ciò, ha aggiunto: "penso che ci sarà", riferendosi alla possibilità di un’intesa.
L’Iran, che ha annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz, ha avvertito che potrebbe richiuderlo se le misure americane resteranno in vigore. Nei giorni scorsi Trump aveva ribadito che il blocco sarebbe rimasto “pienamente in vigore” fino alla conclusione dei negoziati.
Intanto emergono frizioni anche con Israele: secondo Axios, il premier Benjamin Netanyahu e il suo entourage sarebbero rimasti “scioccati” dopo un post di Trump in cui si affermava che Washington avrebbe vietato a Israele di colpire il Libano. Tel Aviv avrebbe chiesto chiarimenti alla Casa Bianca.
Sul fronte nucleare, Teheran respinge ogni ipotesi di cessione del proprio materiale. "L'uranio arricchito dell'Iran non sarà trasferito da nessuna parte", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei, smentendo le parole di Trump.
Infine, gli Stati Uniti hanno prorogato fino al 16 maggio la licenza per la vendita di petrolio russo già caricato sulle navi prima del 17 aprile, secondo quanto reso noto dal Tesoro e riportato da Bloomberg.








