A trent’anni dalla sua nascita, la manifestazione Monumenti Aperti celebra un traguardo importante. Ideata da cinque amici, nel tempo ha superato i confini della Sardegna, diventando un appuntamento riconosciuto anche oltre l’Isola. L’edizione di quest’anno assume un valore simbolico particolare, racchiuso nel tema scelto: “Generazione Monumenti Aperti”.

Sono passati 30 anni da quando cinque amici hanno ideato una manifestazione che ha solcato i confini dell’Isola”, ricorda Massimo Zedda, sottolineando il percorso di crescita dell’iniziativa. Un cammino condiviso che ha coinvolto intere comunità: cittadini, famiglie e gruppi di amici che negli anni hanno partecipato come volontari o visitatori. “Ognuno di noi è stato volontario, ha partecipato in qualche modo, ha visitato un sito, insieme alla famiglia e agli amici, arricchendo la propria conoscenza della cultura e della storia cittadina”.

A Cagliari, nel fine settimana, saranno settanta i monumenti accessibili al pubblico, affiancati da mostre, spettacoli e diverse iniziative. In programma anche diciassette riaperture che riguardano vari luoghi della città, tra cui l’auditorium Sergio Atzeni, l’area archeologica del tempio punico-romano di viale Trento e la chiesa di Sant’Avendrace.

Un sincero ringraziamento alle associazioni Ipogeo e Imago Mundi e alle tante altre organizzazioni che con impegno e passione, grazie alle volontarie, ai volontari, alle istituzioni scolastiche e universitarie, hanno reso questa iniziativa una delle più apprezzate e premiate a livello nazionale e internazionale”, conclude Zedda.