È gelo tra Stati Uniti e Russia sul giallo della presunta "peste" in Siberia. Anche l’Oms ha chiesto a Mosca di effettuare verifiche sulle voci relative alla morte di un secondo dipendente del laboratorio di ricerca di Irkutsk, deceduto per una polmonite di origine sconosciuta.

Secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, Washington avrebbe inviato una nota ufficiale alla Russia per sollecitare maggiore trasparenza, dopo le "scarse informazioni" fornite sul caso.

Il presidente USA, Donald Trump, avrebbe annunciato una telefonata con Vladimir Putin "a breve". Dal Cremlino, intanto, sarebbero arrivate rassicurazioni e la precisazione che "Circolano molte notizie false". L’agenzia sanitaria russa avrebbe inoltre escluso "rischi epidemici".

Nel frattempo, sul fronte della guerra in Ucraina, un attacco russo ha colpito un condominio a Chernihiv, provocando almeno 13 morti, tra cui quattro bambini.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha commentato l’attacco definendolo "il regalo di compleanno per Putin".

Sul caso della presunta peste in Siberia, non c'è al momento una conferma ufficiale di un'infezione da peste. Attualmente si sa che una ricercatrice di 28 anni dell'Istituto di ricerca anti-peste di Irkutsk è morta dopo una grave polmonite e le autorità russe hanno escluso, per ora, la presenza di patogeni pericolosi e rischi epidemici. L'Oms ha chiesto comunque a Mosca chiarimenti sul caso e sta verificando anche le notizie relative a un secondo dipendente del laboratorio colpito da una polmonite di origine sconosciuta. Secondo l'organizzazione, il rischio per la popolazione al momento resta basso.