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Svolta nelle indagini sull’omicidio di Giovanni Musu, 53 anni, trovato morto nella notte tra venerdì 16 e sabato 17 gennaio nel parco del Colle di Rosmarino a Carbonia.
Nel pomeriggio di oggi è stato arrestato William Serra, 38 anni, con l’ipotesi di omicidio volontario premeditato, rapina aggravata e tentata distruzione di cadavere.
Le indagini, avviate immediatamente dopo il ritrovamento del corpo nella notte tra il 16 e il 17 gennaio, hanno permesso di raccogliere elementi probatori definiti "gravi e convergenti" a carico dell’indagato. Incrociando testimonianze, tabulati telefonici e filmati delle telecamere cittadine, gli inquirenti hanno ricostruito gli ultimi spostamenti della vittima e del presunto aggressore.
Secondo quanto emerso, la vittima sarebbe stata attratta nel parco con il pretesto di un incontro legato alla cessione di sostanze stupefacenti. Una volta sul posto, il 53enne sarebbe stato aggredito con estrema violenza: l’autopsia ha rilevato almeno tredici ferite da taglio, alcune su organi vitali, e una profonda lesione alla gola. L’aggressore avrebbe poi sottratto portafoglio e cellulare, configurando il reato di rapina, e tentato di dare fuoco al corpo con una busta di rifiuti, senza riuscirvi completamente grazie al tempestivo intervento dei soccorritori.
Le perquisizioni, come riferito dai Carabinieri, hanno permesso di rinvenire indumenti compatibili con quelli dell’uomo ripreso dalle telecamere, sui quali erano presenti tracce ematiche. Dopo il fermo nell’abitazione, l’arrestato è stato condotto in caserma a Carbonia per le formalità di rito e poi trasferito in carcere, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
La svolta coincide con la giornata fissata per accertamenti irripetibili sui reperti sequestrati sia nel luogo del delitto sia durante le perquisizioni.
Gli specialisti dell’Arma stanno esaminando indumenti della vittima parzialmente bruciati, frammenti della carta d’identità, due siringhe trovate nel parco, fazzoletti con presunte tracce ematiche, bicchieri di carta, bottiglie e impronte di scarpe. In seguito saranno analizzate anche apparecchiature informatiche e telefoni sequestrati. Gli accertamenti irripetibili coinvolgeranno anche il dottor Gabriele Pitzianti, consulente nominato dal difensore di Serra.
I messaggi alla fidanzata dopo il delitto
William Serra sarebbe stato inchiodato dai messaggi in cui confessa l’omicidio e dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, poche ore dopo il delitto Serra avrebbe inviato alcuni messaggi alla compagna nei quali avrebbe confessato l’omicidio, scrivendo testualmente: “L’ho ammazzato io”. Un elemento ritenuto di particolare rilievo nel quadro indiziario raccolto dagli investigatori.
A rafforzare l’impianto accusatorio sarebbero stati anche i filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, oltre alle testimonianze acquisite nel corso delle indagini. L’incrocio di questi elementi avrebbe consentito ai Carabinieri della Compagnia di Carbonia, con il supporto del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, di risalire al 38enne.
La posizione del secondo indagato. Non avrebbe avuto alcun ruolo nell'omicidio
Si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato Marco Atzeni, il 50enne finito anche lui nel registro degli indagati, insieme a William Serra. Il 50enne si sarebbe trovato nel parco nel lasso di tempo in cui sarebbe avvenuto il delitto, ma da quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri di Carbonia e del Nucleo investigativo di Cagliari, non avrebbe avuto alcun ruolo nell'omicidio per il quale è stato arrestato Serra che, durante gli interrogatori - secondo quanto appreso -, avrebbe cercato di coinvolgere Atzeni.
Entrambi, ma anche la vittima, erano personaggi noti alle forze dell'ordine. Si trovavano tutti nel parco del Colle di Rosmarino a Carbonia per questioni legate all'acquisto e al consumo di droga.




