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Sarà conferito nelle prossime ore l’incarico per l’autopsia sul corpo di Giovanni Musu, il 53enne trovato morto nella notte tra venerdì e sabato all’interno del Parco di Rosmarino, a Carbonia. A disporre l’esame autoptico sarà il pubblico ministero Danilo Tronci, che coordina l’inchiesta.
Secondo i primi riscontri, l’uomo sarebbe stato ucciso con diverse coltellate, principalmente alla schiena, mentre un fendente al collo potrebbe aver causato la morte. Dopo l’aggressione, chi ha commesso il delitto avrebbe tentato di distruggere le prove appiccando il fuoco al corpo, senza però riuscire nel suo intento.
Proprio il principio d’incendio ha fatto scattare l’allarme intorno alle 3 del mattino. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, che hanno spento le fiamme quando avevano già avvolto le gambe della vittima, insieme ai Carabinieri della Compagnia di Carbonia e all’équipe del medico legale. Fin dai primi accertamenti, i militari — con il supporto del Comando provinciale dei Carabinieri di Cagliari — hanno compreso di trovarsi davanti a un omicidio.
L’intera area è stata immediatamente transennata ed è stato richiesto l’intervento del RIS di Cagliari. Gli specialisti hanno repertato numerose tracce di sangue e raccolto diversi elementi utili alle indagini, che potranno essere sottoposti a comparazione del Dna.
Gli accertamenti si concentrano ora sulle frequentazioni della vittima. Musu, secondo quanto riferito, era noto negli ambienti legati al consumo e allo spaccio di sostanze stupefacenti, un contesto dal quale potrebbero emergere elementi utili a chiarire il movente. Viveva non lontano dal parco, svolgeva lavori saltuari come manovale e, secondo quanto emerso, nell’ultimo periodo non aveva un’occupazione stabile.
Gli investigatori ipotizzano che la sera di venerdì l’uomo possa aver incontrato il suo assassino o i suoi assassini direttamente nel parco, dove potrebbe essere stato prima aggredito e poi colpito mortalmente. Sarà l’autopsia a stabilire con precisione la dinamica delle ferite e la sequenza degli eventi.
Parallelamente proseguono le attività investigative dei Carabinieri di Carbonia, coordinati dal capitano Matteo Scarpino, che stanno ascoltando amici, parenti e conoscenti della vittima. L’attenzione resta puntata su alcune persone legate al mondo degli stupefacenti, con le quali il 53enne potrebbe aver avuto contrasti recenti.


