A distanza di tre anni dai fatti, la Corte d’Assise di Sassari ha emesso la sentenza per l’omicidio di Davide Unida, avvenuto l’8 luglio 2023 a Luras: Fabio Malu, operaio del paese, è stato condannato a 15 anni di reclusione.

La Corte ha accolto la richiesta della difesa, riqualificando il reato da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale e riconoscendo l’attenuante della provocazione. Secondo il legale, il suo assistito avrebbe agito a seguito di una violenta lite.

Una decisione che si discosta dalla richiesta del pubblico ministero Alessandro Bosco, che aveva invece chiesto la condanna all’ergastolo per omicidio volontario contestando con tutte le aggravanti.

Secondo quanto emerso nel processo, Malu e Unida si conoscevano da tempo e in passato erano stati amici. Il giorno dell’aggressione, avvenuta in via Nazionale, la principale strada del paese, tra i due scoppiò una violenta lite. In quel frangente, secondo la ricostruzione, Unida avrebbe impugnato un’ascia, mentre Malu avrebbe afferrato il tubo metallico di un aspirapolvere, con il quale avrebbe colpito il rivale. Davide Unida morì quattro giorni dopo in ospedale a causa delle ferite riportate.

"Il dispositivo è chiaro: non è omicidio volontario ma preterintenzionale e racconta l’azione di una persona che non vuole la morte dell’altra persona", ha commentato il difensore dell’imputato, l’avvocato Giampaolo Murrighile.

Al termine della lettura della sentenza, i familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Sergio Milia, hanno manifestato forte risentimento per la decisione di primo grado della Corte d’Assise.