È tornato anche quest'anno: puntuale come ogni estate, si riaccende il dibattito sui prezzi in Costa Smeralda. A infiammarlo, questa volta, è la fotografia di uno scontrino pubblicata sulla pagina Facebook Braciamiancora.com, che ha attirato l’attenzione degli utenti.

Lo scontrino in questione è quello di una cena consumata lo scorso 14 luglio in un locale di Porto Cervo, e riporta un conto complessivo di 532 euro per due persone. Tra le voci più commentate figurano il caffè a 10 euro, l’acqua a 12 euro a bottiglia e un astice arrosto da 125 euro.

Ma il conto è diventato, esattamente come ogni anno, lo spunto per un confronto più ampio, e divide l’opinione pubblica tra chi considera questi prezzi coerenti con il livello dell’offerta e chi, invece, li ritiene eccessivi.

"Se siete poveri non dovete andare in Costa Smeralda" è uno di questi, come "Se non hai soldi, resta a casa", "Non è obbligatorio andare a Porto Cervo". Ci sono anche quelli che tengono a sottolineare che Porto Cervo, così come la Costa Smeralda, non rappresenta tutta la Sardegna, "Porto Cervo è un posto di nicchia", "La Sardegna è altro", "Porto Cervo non è la Sardegna, ma un mondo a parte".

Poi ci sono anche quelli che in questo caso discutono sulla scelta di mangiare sushi a Porto Cervo, "Ma chi va a mangiare sushi a Porto Cervo?".

Insomma, una discussione che si ripete puntualmente di stagione in stagione e che, anche quest’anno, è destinata ad alimentare il confronto sui social.