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Durante la serata dello scorso 15 luglio, i Carabinieri di Ghilarza, con il supporto operativo della Compagnia di Cagliari, hanno fermato un giovane, sospettato di aver preso parte, insieme ad altre persone ancora in corso di identificazione, a un’estorsione aggravata messa in atto con la tecnica del cosiddetto “finto Carabiniere”.
Vittima del raggiro una donna di 80 anni residente nel Cagliaritano, contattata telefonicamente da una persone che si spacciava appartenente all’Arma. L’uomo le aveva raccontato che il nipote rischiava l’arresto perché avrebbe investito con l’auto una donna in gravidanza. Facendo leva sul forte stato di agitazione e sulla preoccupazione dell’anziana, l’interlocutore l’ha convinta a consegnare denaro e preziosi a un presunto “Carabiniere incaricato”, presentatosi poco dopo alla sua abitazione.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, in situazioni come questa l’inganno si trasforma rapidamente in una vera e propria costrizione psicologica: le pressioni e le gravi minacce prospettate inducono la vittima a consegnare spontaneamente i propri beni. Proprio per queste modalità il fatto è stato qualificato come estorsione aggravata e non come semplice truffa.
Determinante si è rivelata l’immediata denuncia dell’anziana, che ha consentito ai Carabinieri della Compagnia di Ghilarza di attivare tempestivamente il dispositivo investigativo e individuare il presunto responsabile all’interno di una struttura ricettiva di Cagliari.
Durante la perquisizione personale e domiciliare i militari hanno rinvenuto numerosi monili in oro, abilmente nascosti sotto la suola delle scarpe indossate dall’indagato, per un valore complessivo superiore ai 13mila euro. Sequestrati anche 870 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita. I gioielli sono stati immediatamente riconosciuti dalla vittima e saranno restituiti.
L’operazione conferma l’efficacia del modello operativo rafforzato adottato dal Comando provinciale dei Carabinieri di Oristano, basato sulla rapidissima attivazione di un articolato dispositivo investigativo che permette di intercettare i cosiddetti “trasfertisti” prima che possano lasciare la Sardegna con il bottino.
Negli ultimi mesi questo sistema ha consentito di ottenere importanti risultati investigativi nei confronti di gruppi criminali provenienti prevalentemente dalla Campania, ritenuti responsabili di analoghi episodi ai danni di anziani in numerosi comuni dell’Isola, grazie alla stretta collaborazione tra i reparti territoriali e alla profonda conoscenza del territorio e delle dinamiche criminali.
Le indagini proseguono per individuare eventuali complici e verificare possibili collegamenti con altri episodi dello stesso tipo.
L’Arma dei Carabinieri rinnova infine l’invito, soprattutto alle persone anziane e ai loro familiari, a diffidare di chiunque, qualificandosi come appartenente alle Forze dell’Ordine o ad altre Istituzioni, richieda denaro o beni preziosi per fronteggiare presunte emergenze giudiziarie riguardanti parenti. “Nessun appartenente all’Arma dei Carabinieri chiederà mai denaro, gioielli o altri valori per evitare arresti, incidenti o conseguenze processuali. In presenza di richieste di questo tipo è fondamentale interrompere immediatamente la conversazione e contattare senza indugio il Numero Unico di Emergenza 112”.











