Veri e propri momenti di panico durante la notte scorsa al Pronto Soccorso dell'ospedale Santissima Annunziata di Sassari, quando un detenuto proveniente dal carcere di Bancali avrebbe manifestato comportamenti violenti minacciando il personale sanitario e attaccando gli agenti.

Secondo quanto riportato dal sindacato Sappe, il detenuto era stato condotto in ospedale dopo aver dichiarato di aver ingerito due lamette.

Non sopportando l'attesa, l'uomo avrebbe preteso di essere visitato immediatamente dai medici. Avrebbe così rotto un'asta portaflebo per usarla come arma, tentando di colpire gli agenti, che sono intervenuti per bloccarlo e ammanettarlo, ripristinando così la calma nella situazione, con medici, infermieri e pazienti del pronto soccorso terrorizzati.

"Episodi come quello avvenuto ieri sera dimostrano quanto sia fondamentale prevedere presso le strutture ospedaliere apposite camere di sicurezza o ambienti protetti destinati alla gestione dei detenuti, nei quali possano essere effettuate, quando le condizioni sanitarie lo consentono, le necessarie attività di assistenza e vigilanza in condizioni di maggiore sicurezza", sostengono il segretario regionale e il delegato nazionale del Sappe, Luca Fais, e Antonio Cannas, rimarcando l'efficienza, la professionalità e la freddezza degli agenti di polizia penitenziaria intervenuti.

"L'accesso dei detenuti alle comuni aree del Pronto Soccorso dovrebbe essere limitato ai casi in cui sia realmente indispensabile sotto il profilo sanitario. Disporre di spazi dedicati e adeguatamente protetti consentirebbe di ridurre sensibilmente il rischio che episodi violenti possano coinvolgere non soltanto gli appartenenti alla Polizia penitenziaria e il personale sanitario, ma anche privati cittadini e famiglie presenti in ospedale esclusivamente per ricevere cure".