Un normale controllo amministrativo sulla detenzione di armi si è trasformato nella scoperta di un piccolo tesoro archeologico nascosto tra le mura domestiche. È accaduto a Oristano, dove un'attività investigativa congiunta tra la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza ha portato al sequestro di dieci reperti di enorme valore storico e identitario per la Sardegna.

L'operazione è nata dal coordinamento tra l'Ufficio Armi della Questura e i militari del Nucleo di Polizia Economica-Finanziaria. Durante una verifica presso l'abitazione di un cittadino oristanese, finalizzata a controllare la titolarità delle licenze e la documentazione medica per la collezione di armi, le forze dell'ordine si sono imbattute in oltre 40 manufatti di presunto interesse archeologico. Gli approfondimenti successivi hanno permesso di riscontrare una discrepanza di dieci pezzi rispetto a quanto l'uomo aveva regolarmente denunciato alla Soprintendenza competente per il territorio.

Tra i pezzi non dichiarati e finiti sotto sequestro figura un prezioso bronzetto, che raffigura presumibilmente un toro di età nuragica, insieme a nove manufatti in ossidiana risalenti addirittura all'età preistorica, tra il IV e il III millennio avanti Cristo. I reperti sono stati affidati in custodia agli esperti della Soprintendenza che, intervenuti durante le operazioni, ne hanno confermato l'eccezionale rilevanza tecnico-scientifica.

Il detentore del tesoro nascosto è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Oristano con l'ipotesi di reato di ricettazione di beni culturali.