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Saltano i colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti per oggi, mentre resta alta la tensione sul piano diplomatico e militare. Il presidente americano Donald Trump ha deciso di prorogare la tregua in scadenza, spiegando che resterà in vigore fino alla presentazione di una proposta da parte di Teheran e alla conclusione delle trattative. Intanto, il viaggio del vicepresidente JD Vance a Islamabad, inizialmente sospeso, è stato poi rinviato a tempo indeterminato, secondo fonti statunitensi citate da Axios. Dall’Iran, però, si guarda con sospetto alla decisione: "La proroga del cessate il fuoco - è l'opinione di Teheran - è certamente uno stratagemma per guadagnare tempo in vista di un attacco a sorpresa".
Sul fronte marittimo, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno sequestrato due navi nello Stretto di Hormuz, dopo averle colpite, e attaccato una terza imbarcazione, rimasta incagliata al largo. Secondo l’agenzia Tasnim, le navi coinvolte non rispettavano le normative e avrebbero messo a rischio la sicurezza della navigazione.
Nel frattempo, cresce l’attenzione internazionale sull’area. La Marina militare ha avviato una pianificazione per l’invio di quattro unità, nell’ambito di una coalizione con altri Paesi europei. "La pianificazione prudenziale che ha fatto il capo di Stato Maggiore della Difesa prevede un gruppo basato su 2 cacciamine con un'unità di scorta e una logistica che ci permette di aumentare il periodo. In tutto 4 navi. Ovviamente noi non andiamo da soli, andiamo all'interno di una coalizione internazionale, anche le altre nazioni manderanno dei cacciamine. In Europa ci sono Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l'Olanda e il Belgio".
Intanto, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la morte di un secondo militare ferito in Libano durante un attacco Hezbollah. Sul fronte diplomatico, Trump apre alla possibilità di nuovi colloqui già venerdì, mentre il Libano valuta la richiesta di una proroga della tregua con Israele. "Beirut chiederà la proroga del cessate il fuoco e la cessazione da parte di Tel Aviv delle operazioni di demolizione e distruzione nelle zone in cui è presente", riferisce una fonte ufficiale, mentre il presidente Joseph Aoun conferma contatti in corso per un’estensione temporanea.








