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L’Antitrust avvia un’istruttoria su Booking.com per presunte pratiche commerciali scorrette legate al posizionamento delle strutture ricettive sulla piattaforma. Secondo l’Autorità, gli alloggi verrebbero messi in evidenza non tanto per qualità e convenienza, ma in base alle commissioni più alte riconosciute al portale.
L’indagine riguarda Booking.com, Booking.com International e Booking.com Italia e punta a fare chiarezza sui programmi “Partner Preferiti” e “Partner Preferiti Plus”. Nel mirino, la possibilità che le strutture aderenti ottengano maggiore visibilità nei risultati di ricerca, oltre a elementi grafici e messaggi promozionali che ne enfatizzano il rapporto qualità-prezzo, senza che i criteri di accesso giustifichino tali vantaggi.
Secondo l’Antitrust, la selezione degli hotel inseriti in questi programmi privilegerebbe soprattutto chi paga commissioni più elevate, con il rischio di orientare le scelte degli utenti. I consumatori potrebbero infatti essere indotti a ritenere queste strutture migliori rispetto ad altre, arrivando anche a scegliere soluzioni mediamente più costose.
Le associazioni dei consumatori chiedono chiarezza e maggiore trasparenza, sottolineando l’importanza di informazioni corrette sui prezzi. Il tema è rilevante anche per il peso del settore: in Italia circa il 70% delle prenotazioni alberghiere avviene online e Booking.com rappresenta una quota significativa del mercato.
"Stiamo collaborando pienamente con l'Agcm nell'ambito dell'indagine in corso" ha assicurato Booking.com dicendosi sicura che i suoi "programmi dedicati ai partner - che sono facoltativi per le strutture ricettive - soddisfino i requisiti della normativa a tutela dei consumatori, garantendo al contempo un equilibrio tra gli interessi dei nostri partner e la possibilità per i clienti di continuare a beneficiare di un'ampia scelta".






