La prevenzione dell'antibiotico-resistenza passa anche attraverso l'educazione delle nuove generazioni. È da questa consapevolezza che nasce PRO CARe Sardinia, il progetto promosso dalla Regione Sardegna che coinvolge istituzioni sanitarie, università e scuole con l'obiettivo di diffondere una maggiore conoscenza sull'utilizzo corretto degli antibiotici e sui rischi legati al loro impiego improprio.

L'iniziativa, che vede l'Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari nel ruolo di capofila, è coordinata scientificamente da Paolo Castiglia, direttore della Direzione medica di presidio dell'Aou e professore ordinario di Igiene generale e applicata all'Università di Sassari. Dopo la prima esperienza avviata nel 2025 all'istituto tecnico Enrico Fermi di Ozieri, il percorso educativo ha raggiunto l'istituto Mariano IV d'Arborea di Oristano, dove si è concluso il ciclo di incontri.

Il progetto punta a trasformare gli studenti in promotori di una cultura della prevenzione, fornendo loro strumenti per comprendere il fenomeno dell'antibiotico-resistenza e riconoscere l'importanza di comportamenti consapevoli. "Portare nelle scuole la cultura dell'uso consapevole degli antibiotici significa investire nella salute delle nuove generazioni e dell'intera comunità - sottolinea Serafinangelo Ponti, dg dell'Aou - I giovani possono diventare protagonisti di un cambiamento culturale fondamentale per contrastare un fenomeno che riguarda tutti".

PRO CARe Sardinia si inserisce nel Piano regionale della prevenzione 2020-2025 e adotta il modello One Health, un approccio che considera interconnesse la salute delle persone, quella degli animali e la tutela dell'ambiente. Una prospettiva multidisciplinare che ha guidato anche le attività didattiche, realizzate con il contributo dei professionisti della Direzione medica di presidio dell'Aou, del Dipartimento di Innovazione dell'ateneo sassarese e del settore veterinario. Alle spiegazioni teoriche sono stati affiancati approfondimenti scientifici e attività pratiche, con particolare attenzione alla capacità di distinguere le informazioni attendibili dalla disinformazione che circola anche attraverso il web e i social network.

Proprio sul ruolo dell'informazione si è soffermata Antonella Arghittu, ricercatrice del Dipartimento di Innovazione: "La comunicazione sanitaria rivolta alle nuove generazioni è una componente fondamentale delle strategie di prevenzione - spiega -. Un adolescente correttamente informato può diventare un prezioso alleato nella diffusione delle conoscenze scientifiche. Insegnare ai giovani a riconoscere le fonti attendibili e a comprendere i rischi dell'uso improprio degli antibiotici significa contrastare la disinformazione e favorire comportamenti responsabili".

Il percorso si conclude con un'attività che punta a valorizzare direttamente il contributo degli studenti. I materiali elaborati durante gli incontri saranno infatti caricati sulla piattaforma intranet del progetto PRO CARe, dove potranno essere messi a confronto con quelli realizzati dagli altri istituti e sottoposti alla valutazione degli esperti. L'obiettivo è far sì che le conoscenze acquisite tra i banchi di scuola non rimangano circoscritte alle aule, ma diventino patrimonio condiviso, contribuendo a diffondere comportamenti corretti e a contrastare un problema di salute pubblica sempre più rilevante.