Il calcio dilettantistico oristanese piange la scomparsa di Luigi Princiotta, morto a soli 36 anni dopo aver combattuto contro una malattia. Originario di Nurachi, era conosciuto e apprezzato negli ambienti sportivi della provincia per il suo percorso sui campi da calcio e per il legame speciale con la Tharros, società con cui aveva vissuto alcune delle stagioni più significative della sua carriera. La notizia ha suscitato profondo cordoglio tra compagni, dirigenti, tifosi e società sportive che avevano condiviso con lui un tratto di strada.

Il suo nome era legato soprattutto alla formazione biancorossa di Oristano, della quale era stato anche capitano. Nel corso degli anni aveva vestito anche le maglie di diverse realtà calcistiche del territorio, tra cui Santa Giusta, Abbasanta, Ghilarza, Borore e Freccia Parte Montis. La sua scomparsa arriva dopo un percorso segnato dalla malattia, affrontata con determinazione. Le difficoltà non avevano cancellato il rapporto con lo sport e con il mondo del calcio, dove Princiotta aveva costruito amicizie e legami che andavano oltre le esperienze agonistiche. Un affetto testimoniato anche dai numerosi messaggi di cordoglio arrivati nelle ore successive alla notizia.

Tra i ricordi più sentiti c'è quello della Tharros 1905, che ha affidato ai propri canali social un messaggio carico di commozione, restituendo il ritratto di un ragazzo profondamente legato alla maglia biancorossa. "Ci sono giocatori che indossano una maglia e altri che quella maglia la portano cucita sulla pelle, nel cuore e nell’anima. Luigi Princiotta era uno di questi. Un guerriero vero, un combattente che ha sempre dato tutto per i nostri colori, lottando su ogni pallone con grinta, cuore e un amore immenso per la Tharros".

La società ha voluto ricordare anche le qualità umane del giocatore, sottolineando il segno lasciato tra compagni, dirigenti e tifosi: "Ma Luigi era molto più di un calciatore. Era una persona speciale, un ragazzo che ha saputo lasciare un segno indelebile nel cuore di compagni, dirigenti e tifosi".

Un legame che la Tharros ha voluto riassumere in poche parole, nel messaggio rivolto alla famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene: "Chi ha amato la Tharros ha amato Luigi. Perché Luigi era un tharrosino nell’anima, uno di noi, uno di famiglia".

Il saluto della società si conclude con un abbraccio ai suoi cari e una promessa che va oltre il tempo: "Ciao Luigi, il tuo ricordo continuerà a vivere nella storia e nel cuore della nostra Tharros. Per sempre uno di noi. Per sempre biancorosso".