Il gip di Palermo ha disposto la misura degli arresti domiciliari per Gaetano Armao, avvocato ed ex vicepresidente della Regione Siciliana, indagato per corruzione. Il provvedimento è arrivato al termine dell'interrogatorio preventivo, nell'ambito dell'inchiesta che ipotizza un sistema di pagamenti illeciti in cambio di interventi e agevolazioni a favore di alcuni imprenditori. Stessa misura cautelare anche per l'avvocato Pierluigi Matta, ritenuto dagli inquirenti il presunto intermediario.

Secondo la ricostruzione della Procura di Palermo, Armao avrebbe sfruttato gli incarichi ricoperti nell'ambito dell'amministrazione regionale per favorire interessi privati. In particolare, avrebbe messo a disposizione la propria influenza attraverso il ruolo di esperto del presidente della Regione e quello di presidente della Commissione Tecnica Specialistica, organismo incaricato di esaminare le autorizzazioni ambientali di competenza regionale.

Al centro dell'indagine ci sarebbe il rapporto con alcuni imprenditori, dai quali sarebbero arrivati compensi mascherati da consulenze legali. I pagamenti, secondo l'ipotesi accusatoria, sarebbero stati formalmente riconosciuti a Matta per prestazioni professionali che in realtà non sarebbero mai state effettuate. L'avvocato avrebbe poi prelevato le somme ricevute tramite bonifici bancari per consegnarle in contanti ad Armao.

A documentare i presunti passaggi di denaro sarebbero state anche le riprese effettuate dagli investigatori attraverso telecamere installate nelle automobili e negli studi professionali dei due legali. Le immagini avrebbero immortalato diversi scambi di contanti tra Armao e Matta, elementi confluiti nel quadro investigativo sottoposto all'attenzione del giudice.

La vicenda aveva già avuto conseguenze sul piano istituzionale. Dopo aver ricevuto la notifica della richiesta di arresto, Armao aveva infatti lasciato l'incarico di consulente giuridico del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. L'ex vicepresidente è inoltre il marito di Giusy Bartolozzi, già capo di Gabinetto del ministro della Giustizia.