Questa mattina, domenica 13 settembre 2026, presso la meravigliosa cornice dell’area archeologica di Santa Cristina, a Paulilatino, si è svolto il 28° Raduno dei veterani dello “Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna” di Abbasanta.

Una giornata dedicata alla memoria e al forte legame che unisce generazioni diverse di militari, nel segno della storia, delle tradizioni e dei valori dell’Arma dei Carabinieri.

Lo Squadrone affonda le proprie origini nel 1968, quando nacque con il nome di “Falchi di Barbagia”, per poi assumere l’attuale denominazione di “Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna” il 1° settembre 1993.

Nel corso della mattinata, Padre Marius Minut, Cappellano militare della Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias, ha celebrato una Santa Messa in ricordo dei Caduti, momento particolarmente sentito dai partecipanti al raduno.

Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità militari e civili: il Generale di Corpo d’Armata (in congedo) Gianfrancesco Siazzu, che con il grado di Tenente fu il primo comandante dello Squadrone, il Comandante della Legione Carabinieri Sardegna, Generale di Brigata Francesco Rizzo, il Sindaco di Paulilatino Domenico Gallus, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Tenente Colonnello Raffaele Maria Sabino Cirillo, e il Comandante dello Squadrone Cacciatori, Tenente Colonnello Giuseppe Castrucci.

Particolarmente emozionante l’intervento del Generale Siazzu, che con parole sentite ha idealmente abbracciato i veterani del primo Nucleo Elicotteristi e i più giovani Cacciatori di Sardegna, sottolineando il filo conduttore che attraverso gli anni ha mantenuto salde storia, tradizioni e valori.

Nel ricordare le origini del reparto, e richiamando quanto già evidenziato dal Generale Rizzo, Siazzu ha rimarcato il ruolo dello Squadrone Cacciatori come autentico motivo di orgoglio per l’Arma dei Carabinieri, non soltanto in Sardegna ma sull’intero territorio nazionale.

Professionalità, capacità operative e competenze rappresentano infatti i tratti distintivi di una realtà che, dalla sua nascita fino ai giorni nostri, continua a svolgere un ruolo di particolare rilievo.

La cornice di Santa Cristina ha così fatto da sfondo a una mattinata nel segno della memoria dei Caduti e dell’identità di un reparto, ma anche dell’incontro tra chi ne ha scritto le prime pagine e chi oggi ne porta avanti l’eredità.