Prima il silenzio, la luce ferma sulle pietre del centro, la città che sembra trattenere il respiro. Poi, all’improvviso, il battito dei tamburi, il suono profondo dei campanacci, le maschere che avanzano solenni. E Nuoro si trasforma.

Il Carrasecare Nugoresu ha regalato alla città una giornata memorabile, capace di richiamare migliaia di persone lungo il percorso della grande sfilata delle maschere tradizionali della Sardegna. Un fiume umano ha attraversato via La Marmora, corso Garibaldi e piazza Vittorio Emanuele, accompagnando con applausi e partecipazione ogni gruppo, ogni rito, ogni passo scandito dalla tradizione.

Un grande appuntamento organizzato dal Comune, sostenuto dalla Regione Sardegna e coordinato da Sardegna Live.

Sul palco allestito in piazza Vittorio Emanuele, l’assessora comunale Natasha Demurtas ha voluto esprimere la propria gratitudine alla città: “Un grazie sincero ai cittadini di Nuoro, che rispondono con entusiasmo a ogni iniziativa che proponiamo, e ai tanti visitatori che hanno scelto di essere qui. Abbiamo visto un fiume di persone attraversare le nostre vie”.

L’assessora ha parlato di identità e bellezza, sottolineando l’importanza di iniziative capaci di valorizzare le tradizioni della Sardegna e definendo la giornata come un esito di grande rilievo, reso possibile grazie all’impegno dei gruppi di maschere e di tutti coloro che hanno contribuito a rendere speciale l’evento.

La sfilata ha visto protagoniste: Attitidu ’Osincu di Bosa, Urthos e Buttudos e Mascheras Limpias di Fonni, Tumbarinos di Gavoi, Mascaras Nettas e Mascaras Bruttas di Lodè, Mamuthones e Issohadores Atzeni di Mamoiada, Turcos di Ollolai, Merdules Betzos di Ottana, Mamutzones de Samugheo, Maschera a Gattu e Maimone di Sarule, S’Ainu Orriadore di Scano di Montiferro, Sos Tintinnatos di Siniscola, Is Arestes e s’Urtzu Pretistu di Sorgono, S’Urtzu e sos Bardianos di Ula Tirso, Su Sennoreddu e sos de s’Iscusorzu di Teti.

Dal palco, Giuliano Marongiu e Roberto Tangianu hanno voluto rivolgere un pensiero alla comunità di Orani, stretta nel dolore per l’omicidio di Tonino Pireddu. Il gruppo Su Bundhu di Orani, che avrebbe dovuto partecipare alla sfilata, è stato salutato con rispetto e vicinanza in un momento di raccoglimento che ha unito la festa alla solidarietà.

La celebrazione è proseguita fino a sera, con i balli sardi in piazza, le nuove esibizioni delle maschere e lo spettacolo Bim Bum Bam in un clima di energia collettiva che ha coinvolto intere famiglie, giovani e anziani, visitatori arrivati da ogni parte dell’Isola. Le proposte enogastronomiche hanno completato l’esperienza, restituendo il volto più autentico e conviviale del Carnevale.

Ancora una volta Nuoro ha dimostrato di essere cuore pulsante della tradizione. Qui il Carnevale è racconto collettivo, è memoria che si rinnova, è comunità.