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Una luce in fondo al tunnel con un piccolo spiraglio di speranza per Iris, la cagnolina trovata in condizioni disperate lungo la strada per Monte Pino e ricoverata in condizioni critiche al rifugio della Lida Sezione Olbia “I Fratelli Minori”. Ma i volontari invitano alla prudenza: il quadro clinico resta estremamente delicato e la battaglia per salvarle la vita è tutt’altro che conclusa.
Con un nuovo aggiornamento pubblicato sulla pagina Facebook ieri, martedì 21 luglio 2026, l’associazione scrive: "Vogliamo aggrapparci a questo: Iris sembra reagire alle cure, sembra voler provare a restare con noi. Ma non fatevi ingannare da queste poche parole: la situazione rimane gravissima. È un equilibrio sottile, un filo che può spezzarsi da un momento all’altro. Stiamo facendo tutto l’umanamente possibile, giorno e notte, per non lasciarla andare".
Parole prudenti che arrivano a quattro giorni di distanza dal drammatico appello diffuso lo scorso 17 luglio, quando i volontari avevano raccontato come "il pugno allo stomaco di ieri è diventato oggi una ferita aperta che sanguina. Iris è appesa a un filo sottilissimo", spiegando che la cagnolina era sottoposta a "una trasfusione disperata per cercare di strappare alla morte un’anima che l’uomo ha cercato di distruggere in ogni modo possibile".
Nel nuovo post, la Lida torna a denunciare le terribili condizioni in cui l’animale è stato trovato. "Rimaniamo immobili davanti a quel corpo martoriato, chiedendoci come sia possibile ridurre un’anima in questo stato. Non è stata solo la fame, non è stata solo la sete che la stava uccidendo quando è arrivata. A distruggere Iris è stata l’indifferenza", scrivono.
Un’indifferenza che, secondo i volontari, si è manifestata in molti modi: "È l’indifferenza di chi l’ha vista ridursi a un cumulo di ossa e ha girato lo sguardo. È l’indifferenza di chi le ha tagliato coda e orecchie come se fosse un pezzo di cuoio e non carne viva che trema. È l’indifferenza di ogni singola auto che le è sfrecciata accanto sulla strada per Monte Pino, lasciandola morire sola, nel silenzio, sotto un sole che non perdona".
Già il 17 luglio l’associazione aveva descritto un quadro devastante, invitando tutti a guardare "quel che resta di un cane a cui hanno tolto tutto: la salute, la dignità e persino le orecchie, tagliate con una ferocia che non ha spiegazione. Non sappiamo nemmeno di che razza sia, perché la crudeltà l’ha resa una sagoma irriconoscibile di ossa e dolore. È arrivata che moriva di sete, sfinita dall’indifferenza di chi le è passato accanto senza fermarsi".
Nonostante tutto, la Lida continua a lottare. "Noi non vogliamo essere indifferenti. Noi abbiamo scelto di esserci, di lottare con lei, di curare ogni singola ferita di questo 'pugno allo stomaco' che non passa", si legge nell’ultimo aggiornamento.
I volontari rinnovano quindi l’appello alla solidarietà, ricordando che "le cure di cui Iris ha bisogno sono complesse e costose. Ogni vostro contributo, anche il più piccolo, è fondamentale in questa battaglia contro l’orrore".
Anche nel precedente messaggio avevano sottolineato il peso dell’impegno sanitario: "Ricomporre i pezzi di una vita così devastata ha un costo immenso. Le cure h24, la trasfusione, gli esami, i farmaci necessari per contrastare l’orrore che ha subito… è un peso che non possiamo sostenere senza il vostro supporto. L’uomo ha distrutto, ma noi, insieme, dobbiamo provare a ricostruire".
Infine, un pensiero rivolto direttamente alla cagnolina e a tutte le persone che stanno seguendo la sua storia: "Resisti, piccola Iris. Noi siamo qui, e con noi ci sono tante persone che ora sanno il tuo nome e pregano per te".










