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Torna a Tempio Pausania l’arte di Gavino Ganau con la mostra personale “Ogni cosa è un segnale”, inserita nel programma del festival “Mintuà – Parole in circolo”, promosso dall’associazione Carta Dannata. L’esposizione, composta da 36 opere, sarà inaugurata venerdì 8 maggio alle 18 negli spazi della Libreria Bardamù Ubik in piazza Gallura e resterà visitabile fino al 15 maggio, con aperture mattina e pomeriggio.
L’iniziativa segna un ulteriore intreccio tra il festival letterario e i linguaggi artistici, offrendo uno sguardo sulle più recenti evoluzioni del percorso di Ganau. La mostra raccoglie infatti le ultime scelte stilistiche e tematiche dell’artista, capace di interpretare la complessità del presente, dove ogni elemento può diventare un segnale.
Nel testo critico firmato da Giuseppe Pulina emerge uno dei fili conduttori della rassegna: «il primo pare essere la scelta dello sguardo come tema dominante della rassegna. Lo sguardo che appare e lo sguardo che si cela, ma che pur sempre sguardo è. Ed è, in effetti, una rassegna di sguardi quella in cui ci imbattiamo. Mai furtivi e nemmeno sfacciatamente espliciti. Sguardi che ricambiano con misurata discrezione l’attenzione che ricevono, mai negandosi e mai oltrepassando la misura del consentito».
Originario di Tempio Pausania e attivo da anni a Sassari, Ganau è tra gli artisti più riconosciuti della scena sarda, con una carriera quasi trentennale segnata da mostre, collaborazioni e riconoscimenti anche fuori dall’isola.






