Rosa Maria Elvo e Luca Franciosi sono "estranei alle accuse di favoreggiamento personale nei confronti di Emanuele Ragnedda", reo confesso del femminicidio di Cinzia Pinna. È quanto emerge dal decreto di archiviazione emesso dalla giudice del Tribunale di Tempio Pausania, Marcella Pinna, arrivato oggi, lunedì 19 ottobre 2026, nell’ambito del procedimento che coinvolgeva i due indagati.

La vicenda riguarda il delitto della 33enne di Castelsardo, avvenuto il 12 settembre 2025 nella tenuta di ConcaEntosa, tra Palau e Arzachena, di proprietà dell’imprenditore vitivinicolo Ragnedda.

Le posizioni dei due indagati

Luca Franciosi, manutentore e giardiniere che lavorava anche nella tenuta, era stato chiamato in causa dallo stesso Ragnedda, che aveva sostenuto di essere stato aiutato dal giovane nelle fasi successive all’omicidio e nell’occultamento del cadavere.

Rosa Maria Elvo, all’epoca compagna dell’imprenditore, era stata invece collocata da un testimone all’interno dell’abitazione in cui è stato commesso il delitto.

Secondo quanto riportato nel decreto, gli accertamenti investigativi, biologici e dattiloscopici, insieme all’analisi dei tabulati telefonici e telematici, avrebbero consentito di escludere il coinvolgimento della donna nei fatti contestati.

"Gli approfondimenti svolti hanno dimostrato la totale infondatezza delle accuse ipotizzate a loro carico", si legge nel decreto di archiviazione.

Il processo a carico di Ragnedda

Per Emanuele Ragnedda il procedimento giudiziario proseguirà davanti alla Corte d’Assise di Sassari. La prima udienza del processo è fissata per il prossimo 10 novembre.

L’imprenditore, che ha confessato l’omicidio di Cinzia Pinna, è accusato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà, dai motivi abbietti e dalle sevizie, oltre che di occultamento di cadavere, calunnia e cessione di cocaina.

Le accuse a suo carico dovranno essere valutate nel corso del processo.