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Emanuele Ragnedda, imprenditore vitivinicolo di Arzachena e reo confesso del femminicidio di Cinzia Pinna, 33enne di Castelsardo, è stato rinviato a giudizio. La giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Tempio Pausania, Federica Di Stefano, ha disposto il processo davanti alla Corte d'Assise di Sassari, con la prima udienza fissata per il 10 novembre.
L'uomo dovrà rispondere delle accuse di omicidio volontario aggravato da crudeltà, motivi abbietti e sevizie, oltre che di occultamento di cadavere, calunnia e cessione di cocaina.
La gup ha respinto tutte le richieste avanzate dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Luca Montella e Gabriele Satta, compresa l'istanza di attenuazione della misura cautelare in carcere.
Nel corso dell'udienza, la pubblico ministero Noemi Mancini ha ribadito la tesi dell'accusa, sostenendo che Ragnedda avrebbe agito con la "volontà di annientare la vittima". Secondo la ricostruzione della Procura, nella notte tra il 12 e il 13 settembre 2025 l'imprenditore avrebbe ucciso Cinzia Pinna esplodendole contro tre colpi di pistola al volto.
Di diverso avviso la difesa, che continua a sostenere la tesi della legittima difesa. Secondo i legali, infatti, Ragnedda avrebbe sparato per reagire a un'aggressione da parte della donna.








