Un nuovo sopralluogo è stato disposto nell’abitazione della tenuta Concaentosa, tra Palau e Arzachena, in Gallura, dove nella notte tra l’11 e il 12 settembre 2025 è stata uccisa Cinzia Pinna, 33 anni, originaria di Castelsardo. L’attività sarà svolta dai periti e consulenti della difesa di Emanuele Ragnedda, imprenditore del vino di Arzachena e reo confesso, detenuto nel carcere di Bancali dal 24 settembre scorso.

La richiesta di ulteriori accertamenti tecnici era stata avanzata da tempo dai legali dell’uomo, gli avvocati Luca Montella e Gabriele Satta, alla Procura di Tempio Pausania, titolare dell’inchiesta con la pm Noemi Mancini. Il via libera è arrivato solo nelle ultime ore, con l’accoglimento dell’istanza da parte della magistratura.

All’operazione potranno partecipare il medico legale Ernesto D’Aloja e il perito balistico e criminalista Dario Radaelli, già noto per il suo contributo in casi complessi come Garlasco e Yara Gambirasio. Sul contenuto e sulla data dei nuovi accertamenti resta massimo riserbo.

Il nuovo sopralluogo riapre di fatto la fase tecnica dell’inchiesta, che sembrava ormai prossima alla conclusione dopo l’acquisizione delle consulenze del RIS di Cagliari, comprese quelle sui rilievi balistici. Proprio questi elementi potrebbero essere al centro delle nuove verifiche richieste dalla difesa.

Ragnedda ha sempre sostenuto di aver esploso tre colpi al volto della vittima al termine di una colluttazione. Una ricostruzione che, secondo i rilievi balistici, non coinciderebbe con quanto emerso: la traiettoria dei colpi e la posizione della vittima, indicata seduta su un divano, suggerirebbero infatti una dinamica differente, con colpi dall’alto verso il basso.