La Sardegna si mobilita contro il rischio di diffusione dell'Ebola, definendo la mappa dei presidi sanitari incaricati di gestire l'emergenza. L'assessorato regionale della Sanità ha infatti individuato diciassette centri di riferimento sul territorio, in stretta attuazione dell'ordinanza del Ministro della Salute del 29 maggio 2026, intitolata "Procedure operative e misure di sorveglianza sanitaria relative alla malattia da Virus Ebola (MVE)".

La rete dei centri è stata distribuita in modo capillare per coprire l'intera isola. I primi nuclei operativi fanno capo ai servizi di igiene e sanità pubblica (Sisp) della Asl Gallura e al reparto di Malattie infettive della Asl di Cagliari. A questi si affiancano i servizi di igiene pubblica delle aziende sanitarie locali di Cagliari, Medio Campidano, Oristano, Carbonia, Nuoro, Ogliastra e Sassari. La copertura della sorveglianza è ulteriormente rafforzata dai dipartimenti di prevenzione delle Asl di Sassari, dell'area medica della Gallura, di Nuoro, Oristano, Carbonia, Cagliari, Sanluri e Ogliastra.

La funzione di questi diciassette presidi sarà cruciale per il monitoraggio dei flussi internazionali: i cittadini che rientrano in Sardegna dal Congo e dall'Uganda avranno infatti l'obbligo di presentare le proprie autocertificazioni proprio presso queste strutture. Le sedi scelte non si limiteranno alla raccolta burocratica dei documenti, ma coincideranno esattamente con i servizi sanitari deputati a effettuare la sorveglianza attiva e l'eventuale tracciamento dei contatti (contact tracing), garantendo così un intervento tempestivo in caso di sospetto contagio.