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Dopo la dichiarazione di nullità della sua nomina alla guida di Agenzia Forestas, l’ex amministratore unico Salvatore Piras annuncia battaglia legale e si prepara a impugnare il provvedimento davanti ai giudici amministrativi. La decisione dell’Ufficio regionale per la prevenzione della corruzione e la trasparenza, che tre giorni fa ha dichiarato inconferibile l’incarico assegnatogli dalla Giunta regionale nel giugno 2024, viene contestata dallo stesso Piras, che in una nota interviene per chiarire la propria posizione.
L’ex vertice di Forestas spiega di ritenere necessario un intervento pubblico "per evitare che una vicenda giuridica complessa venga trasformata in un processo sommario nei confronti della mia persona, della Giunta regionale e degli uffici che hanno istruito la procedura di nomina". Per questo motivo annuncia "di impugnare il provvedimento nelle sedi competenti, innanzitutto chiedendo la sospensiva al Tar".
Piras respinge inoltre ogni addebito relativo a presunte omissioni o mancanze nella fase che ha preceduto la nomina. "Con fermezza qualsiasi tentativo di rappresentare questa vicenda come il risultato di omissioni, scorrettezze o presunte incompatibilità occultate. Non vi è mai stato alcun comportamento opaco né da parte mia né da parte degli uffici che hanno istruito il procedimento".
L’ex amministratore ricorda: "Ho reso tutte le dichiarazioni previste dalla legge, indicando in modo chiaro e trasparente ogni elemento relativo alla mia posizione professionale. Tutte le informazioni erano pienamente note all'amministrazione regionale e agli organi competenti al momento della nomina".
Alla base del provvedimento regionale vi sarebbe il ruolo ricoperto da Piras, nell’anno precedente alla nomina, all’interno della Fondazione Opera Gesù Nazareno, ente che intrattiene rapporti economici con la Regione Sardegna. Secondo gli uffici regionali, tale circostanza configurerebbe una situazione di inconferibilità dell’incarico prevista dalla normativa vigente.
Una lettura che l’ex amministratore contesta apertamente: "Si fonda su una interpretazione particolarmente estensiva dell'articolo 4 del decreto legislativo 39 del 2013, costruita sulla base di una pronuncia giurisprudenziale riferita a fattispecie profondamente diverse da quella che riguarda il sottoscritto".
Da qui la rivendicazione della correttezza dell’intero iter che ha portato alla sua designazione: "Rivendico pertanto la piena legittimità del percorso che ha portato alla mia designazione e ritengo ingiusto che un'interpretazione successiva e discutibile possa essere utilizzata per sostenere che la Giunta regionale, gli uffici dell'amministrazione o il sottoscritto abbiano agito con superficialità o incompetenza".






