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Il commercio in Sardegna sarebbe in grave crisi, con 4.363 imprese che hanno chiuso i battenti in soli dodici mesi, secondo quanto riportato da Confcommercio Sardegna.
Nel corso degli ultimi dieci anni, la regione avrebbe perso circa una impresa commerciale su sei, registrando un calo superiore al 20% nel settore del commercio al dettaglio. Anche nel 2025, il saldo tra nuove aperture e chiusure di attività nel settore rimane negativo, con una perdita di oltre mille imprese. Questa tendenza negativa si fa sentire soprattutto nei centri storici delle città sarde, dove negli ultimi tredici anni i negozi di vicinato, come alimentari, abbigliamento, edicole e ferramenta, sono diminuiti del 13%, mentre aumenta la presenza di bar e ristoranti. Questo cambiamento nel panorama urbano evidenzia una trasformazione che non garantisce più gli stessi servizi essenziali ai residenti.
A pesare su questo scenario contribuiscono anche l'invecchiamento della popolazione. "Di fronte a numeri di questa portata, le risorse stanziate dalla Regione con il disegno di legge di variazione di bilancio (DL 203) per i contributi alle imprese commerciali sono un segnale positivo ma del tutto insufficienti - dichiara Sandro Guiso direttore regionale - parliamo di poco più di 4 milioni di euro per il 2026, una cifra che non è in grado di intervenire in modo significativo su un fenomeno che riguarda migliaia di attività in tutta l'Isola".
Confcommercio Sardegna ha portato questi dati in audizione in Consiglio regionale, chiedendo un incremento della dotazione finanziaria e l'introduzione di criteri che premino in modo specifico le attività nei centri storici e nei comuni più piccoli, dove il negozio resta spesso l'unico presidio di servizio per la comunità.
"Non si tratta di assistenzialismo, ma di un investimento sul territorio - prosegue Emanuele Frongia componente dell'assemblea dell'associazione e già vicepresidente di Confcommercio Sud Sardegna - Ogni euro destinato al commercio di vicinato torna alla collettività in termini di occupazione, sicurezza e vitalità dei centri urbani. Continueremo a chiedere alla politica regionale un impegno più coerente con la gravità della situazione."








