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Il ciclone Harry sta progressivamente lasciando la Sardegna. Piogge, vento e mareggiate sono in attenuazione e, secondo le previsioni, le ultime precipitazioni dovrebbero esaurirsi tra il tardo pomeriggio e la sera, con venti in calo fino a moderati o deboli. Il mare passerà da molto mosso a mosso, con la fine delle mareggiate. Il punto della situazione è stato fatto a Cagliari nella sede della Protezione civile regionale. «Solo domani – ha detto Mauro Merella, direttore della Protezione civile della Sardegna – ci saranno piogge deboli e isolate, ma nulla di preoccupante».
Si va verso un declassamento dell’allerta e la possibile riapertura delle scuole, chiuse da lunedì, ma resta alta l’attenzione su fiumi e dighe, in particolare Rio Posada, Cedrino, Flumendosa e Maccheronis. Dalle dighe, come spiegato da Giuliano Patteri dell’Enas, arrivano portate importanti – dal Flumendosa circa 350 metri cubi al secondo – che però non vengono rilasciate a valle, contribuendo a contenere l’impatto sugli alvei. Le piogge potrebbero inoltre attenuare l’emergenza idrica in vista dell’estate.
Nel frattempo continuano gli interventi sul territorio. I vigili del fuoco, con una squadra specializzata nel soccorso fluviale e alluvionale, stanno operando in agro di Orgosolo, in località Sorasi, per assistere pastori e aziende agricole in difficoltà a causa delle forti piogge, provvedendo anche al trasporto di foraggio, mangimi e viveri. In totale sono oltre 600 gli interventi effettuati sull’isola, mentre sono 130 le richieste di emergenza arrivate dai Comuni.
Ora si apre la fase della valutazione dei danni. «Si farà sentendo le stime dei sindaci», spiega l’assessora regionale dell’Ambiente Rosanna Laconi, sottolineando l’impegno a stare vicino alle comunità colpite e a valutare se sarà possibile avere una prima quantificazione in tempo per la Finanziaria. «È una domanda che ci stiamo ponendo e che ci preoccupa», aggiunge Laconi sul fronte ambientale, riferendosi ai possibili effetti delle mareggiate sull’erosione delle coste.
Sui tempi necessari per un quadro attendibile interviene l’assessore al Bilancio e vicepresidente della Giunta Giuseppe Meloni: «Confrontandomi con i colleghi, la situazione è che occorrono almeno tre settimane per avere un quadro preciso e veritiero dei danni, perché non si possono fare stime superficiali». Meloni chiarisce inoltre che eventuali risorse regionali dovranno arrivare dopo il riconoscimento dello stato di emergenza da parte del governo e invita a evitare stanziamenti affrettati, ribadendo la necessità di chiudere rapidamente la Manovra per sbloccare le spese e intervenire con strumenti mirati una volta definito il quadro complessivo.








