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La già discussa questione sulle regole per la gestione delle urine dei cani negli spazi pubblici torna nuovamente al centro di un dibattito.
La sezione della Città Metropolitana di Cagliari di EARTH ODV (Associazione nazionale per la Tutela Giuridica dell’Ambiente e dei Diritti Animali) critica apertamente le disposizioni adottate o in discussione nei Comuni di Iglesias e Cagliari, ritenendole sproporzionate e difficilmente applicabili.
"Una scelta ideologica, quella delle bottiglie di acqua priva di basi scientifiche e di logica, che piace agli intolleranti ma rischia di creare odio sociale", afferma l’associazione, che definisce tali provvedimenti "paradossali, vessatori, inapplicabili e fonte di gravi disparità tra i cittadini".
Secondo EARTH ODV, l’obbligo di portare con sé una bottiglietta d’acqua per diluire le urine dei cani sarebbe nato nei primi anni Duemiladieci come misura temporanea adottata da alcuni comuni turistici per tutelare specifiche aree storiche durante il periodo estivo. Un modello che, nel tempo, sarebbe stato esteso ad altri regolamenti comunali con formulazioni differenti.
Il caso Iglesias
L’associazione punta il dito in particolare contro il Regolamento per la conduzione dei cani nei luoghi pubblici comunali di Iglesias. L’articolo 8 prevede l’obbligo di “lavare immediatamente le urine”, mentre l’articolo 9 vieta la minzione e la deiezione dei cani entro dieci metri da scuole, ospedali, parchi, strutture ricettive, bar e ristoranti.
Per EARTH ODV si tratta di limitazioni che rischiano di rendere impraticabili ampie porzioni del tessuto urbano per i proprietari di animali.
Il confronto con il Comune di Cagliari
A Cagliari, invece, il confronto è ancora aperto nell’ambito della revisione dei regolamenti comunali relativi al benessere animale e al verde pubblico.
"L’azione preventiva dell’associazione ha portato a un confronto costruttivo anche sulla bozza del Regolamento del Verde», spiega la responsabile territoriale di EARTH ODV, Leila Delle Case. «Gli uffici comunali hanno accolto le nostre osservazioni tecniche, stralciando, fra le altre, l’ipotesi di inserire l’obbligo di diluizione delle urine anche all’interno delle aree cani. Continueremo a dialogare con le istituzioni per evidenziare ogni criticità".
Le criticità evidenziate dall'associazione
L’associazione richiama anche possibili conseguenze sul benessere animale e sulla gestione quotidiana dei cani. Vengono citati casi di proprietari che, per timore di sanzioni, potrebbero cercare di impedire agli animali di urinare durante le passeggiate, con comportamenti potenzialmente dannosi.
Sul piano giuridico, EARTH ODV richiama inoltre una sentenza della Corte di Cassazione Penale del 18 febbraio 2015, secondo cui il momento in cui un animale espleta i propri bisogni è difficilmente prevedibile, trattandosi di un comportamento istintivo non facilmente controllabile.
L’associazione sottolinea inoltre come grandi città italiane quali Roma e Milano non abbiano adottato misure analoghe.
La questione dell’acqua
Tra i punti contestati vi è anche l’impatto pratico dell’obbligo di diluizione. EARTH ODV si interroga sull’effettiva utilità igienica del versamento di acqua sulle urine e sulle difficoltà organizzative per i proprietari, soprattutto nel caso di cani di grossa taglia.
Secondo l’associazione, in una città come Cagliari, dove si stimano oltre 20 mila cani, tali disposizioni potrebbero comportare l’utilizzo quotidiano di grandi quantità di acqua potabile, in un contesto regionale spesso segnato da emergenze idriche.
La petizione
Per chiedere una revisione delle norme, EARTH ODV ha avviato una petizione rivolta al Comune di Cagliari e annuncia iniziative analoghe anche nei confronti del Comune di Iglesias.
Pur ribadendo l’importanza dell’obbligo di raccolta delle deiezioni e della conduzione responsabile degli animali, l’associazione propone un rafforzamento dei controlli, un aumento dei cestini pubblici e l’eliminazione degli obblighi di lavaggio o diluizione delle urine dai regolamenti comunali.









