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"Condizioni fortemente precarie per i migranti, locali non idonei e personale delle forze dell’ordine costretto a operare con numeri insufficienti": è la denuncia del Siap di Cagliari, che torna ad accendere i riflettori sulla situazione del centro di accoglienza di Monastir.
A intervenire è il segretario provinciale generale del Siap di Cagliari, Mauro Aresu, che chiede un intervento rapido per superare una situazione che, secondo il sindacato, si trascina ormai da mesi.
"A Monastir bisogna chiudere al più presto l'hotspot o il Cas per i migranti richiedenti asilo - spiega Aresu-. I migranti a causa dei lavori di adeguamento ancora non conclusi vi soggiornano in condizioni fortemente precarie e il personale delle forze dell'ordine di vigilanza nonché addetto alle pratiche di identificazione e immigrazione, opera in condizioni critiche, in numero insufficiente e con locali non idonei".
Il nodo, secondo il sindacato, riguarda soprattutto la destinazione della struttura. L'ex scuola della Polizia penitenziaria di Monastir, sostiene Aresu, non dovrebbe continuare a svolgere contemporaneamente funzioni diverse senza un adeguato dimensionamento degli spazi e degli ospiti.
"A nostro giudizio la politica, sollecitata anche dall'Autorità di Pubblica Sicurezza, deve operare una scelta - sostiene Aresu - l'ex scuola della Polizia penitenziaria di Monastir deve essere adibita esclusivamente ad hotspot oppure a CAS ma con numero di ospiti non superiore alla capienza massima prevista, che attualmente viene abbondantemente sforata".
Una situazione che il Siap denuncia da mesi e che, secondo il sindacato, rende necessario anche un potenziamento immediato degli organici impegnati nella struttura.
L'appello è rivolto direttamente al Dipartimento di Pubblica Sicurezza: "Lanciamo l'ennesimo appello al Dipartimento PS per l'invio immediato di rinforzi straordinari per la gestione ad hoc della struttura", conclude Aresu.









